Bonora, ex play della Virtus: “Sacripanti è una garanzia”

Fonte: Il Resto del Carlino Bologna di Alessandro Gallo

 

Quarantacinque anni, nato e cresciuto all’ombra delle Due Torri ma, ormai, romano d’adozione.

Davide Bonora era il play cresciuto nella Virtus Bologna, accostato più volte alla Fortitudo e tornato in bianconero per firmare il Grande Slam del 2001.

Smessi i panni da giocatore, Davide ha allenato con buon risultati ma, da questa stagione, ha scelto la strada dirigenziale. General manager dell’Eurobasket Roma.

Bonora, general manager del club che, un anno fa, l’aveva esonerata: “Con la proprietà e l’ambiente i rapporti sono sempre rimasti buoni, anzi, ottimi. Hanno bussato di nuovo alla mia porta con un progetto interessante e a lunga scadenza. E sono qua. Il mercato allenatori è sempre più caotico, forse non è stata una scelta coraggiosa.”

La famiglia avrà approvato: “Martina ha 12 anni, Matteo 9. Sono ancora relativamente piccoli. Siamo rimasti qua. Anche se non mi sarebbe dispiaciuto fare un’esperienza da assistente in serie A, per completare la mia crescita.”

Veniamo a Bologna. E cominciamo dalla sua Virtus: “L’ho seguita. Mi sembra si sia ricreato un entusiasmo e un’atmosfera che non c’era vent’anni fa. Ho visto un ricambio generazionale e un PalaDozza vestito a festa.”

E dal punto di vista tecnico?: “Una squadra sfortunata che, però, per qualità e cuore ha dato spettacolo. Ha perso tante partite in volata, per episodi. Mi è spiaciuto perché Ramagli aveva lavorato bene.”

Per il futuro?: “E’ una squadra in costruzione. Milano, Avellino e Venezia sono fuori budget, ma nei playoff la Virtus ci può stare benissimo.”

Impressioni su Sacripanti?: “E’ una garanzia di lavoro, qualità ed esperienza. Se gli fanno la squadra che si sposa con i suoi criteri, e mi sembra la stiano facendo, il minimo, ovvero i playoff, sono assicurati.”

Scendiamo in A2, la Fortitudo: “C’è Rosselli, che conosco bene e che avrei voluto a Roma. Purtroppo Guido sta meglio a Bologna.”

Fortitudo che insegue da tempo la A: “Difficile salire quando gli americani mancano clamorosamente. Con Hasbrouck è stata fatta una scelta precisa: usato sicuro.”

Anche qui un allenatore nuovo, Martino: “Conosco Antimo, dovrà fare i conti con una piazza esigente, dove è vietato sbagliare. Il gruppo degli italiani è di qualità. Manca ora il lungo americano.”

Lei, play, cresciuto a Treviso. Inevitabile pensare, per ruolo e provenienza, a Matteo Fantinelli: “Stiamo parlando di un altro sport, 15 – 20 anni fa, era un’altra pallacanestro. Fantinelli è un atleta moderno, ha talento, fisico, garra e ha pure la testa giusta. Porta attitudine al lavoro e voglia di vincere.”

Veniamo ai pronostici: la Virtus?: “Nelle prime otto. Poi, nei playoff, per divertirsi e non solo.”

Fortitudo?: “Tre promozioni sembrano tante, ma in realtà c’è una concorrenza pazzesca. Tante squadre stanno investendo. Penso a Forlì, per esempio, che dopo la salvezza guarda in alto con un mercato importante e ambizioso. O alla stessa Treviso, molto attivi.”

Quindi?: “La A2 è un campionato massacrante e logorante. E lo è di più per chi è favorito. Per questo non posso che ammirare la Trieste di questa stagione o la Virtus dell’anno prima.”