Brescia gioca bene, ma nel finale deve arrendersi al Darussafaka

Fonte: Giornale di Brescia di Cristiano Tognoli

 

L’aria di casa, con quasi 1.500 tifosi ad assiepare il palasport di Lumezzane (incasso in favore dell’Esa per la lotta ai tumori), fa bene alla Germani Leonessa Brescia che continua a crescere e, sciorinando la miglior prestazione nel suo cammino di test europei, fa soffrire i giganti turchi del Darussafaka restando in partita fino alla fine nel secondo Trofeo Memorial Patti.

Considerando che mancano ancora i nazionali, e che Mika al debutto non ha potuto andare oltre i 12′ minuti in campo, aver tenuto testa cosi bene alla squadra che ha vinto l’ultima Eurocup, e che si appresta a rivivere l’Eurolega, non può che regalare un sorrisone a coach Diana.

Vero che l’unico vantaggio bresciano è stato sull’ 8-6 con un canestro di Hamilton, ma a 2 minuti dalla fine, Allen, dopo una buona prestazione, ha avuto il layup del -4 per andare sul 62-66 che avrebbe messo non poca apprensione agli uomini di Caki.

La sconfitta in doppia cifra non rende giustizia alla prestazione della Leonessa, piaciuta di più che contro i tedeschi del Wurzburg e con i russi dell’Enisey quando a Bormio perse rispettivamente di 7 e 9 punti.

Aver tenuto uno squadrone come il Darussafaka, che la sera prima aveva strapazzato la Vanoli a Cremona, a quota 72 è un bel risultato dato che nel sistema di Diana difendere forte è imprescindibile per giocare poi una pallacanestro brillante anche in attacco.

C’era il rischio di soffrire molto di più giocatori del calibro di Diebler (14 punti), Evans (10), McCallum (9) e Kidd (8).
Nella Germani bene anche stavolta, cosi come nell’ultima gara di Bormio, Hamilton: 18 punti, anche se deve migliorare ai liberi perché il 4/9 di ieri non è da giocatore del suo livello.

Canestri pesanti anche per Allen : 12 punti, a parte quel sottomano sanguinoso già descritto qualche riga sopra. Miglior prova da quando è a Brescia per Zerini: 8 punti (2 triple), un numero importante di blocchi e rimbalzi.

Stesso fatturato per Beverly. A corrente alternata la regia di Laquintana, che aspetta come manna dal cielo il rientro di Vitali per crescere sotto la sua egida.

Nessun punto per Moss visto meglio in altre circostanze seppure la sua energia difensiva non sia mancata nemmeno nel match di ieri sera.

La Germani si porta a casa anche la soddisfazione di essere rientrata velocemente in partita dai break che potevano condurre anche a un ‘imbarcata: nel primo quarto, dopo aver preso un 13-0 col quale era andata 10-21; nel secondo (che ha vinto 15-11) in cui si è ritrovata 22-30 a metà e soprattutto in chiusura del terzo quando sul 42-55 (massimo vantaggio turco) era più facile mollare che tornarsela a giocare.

Beverly, con un rimbalzo offensivo e conseguente appoggio al tabellone, ha suonato la carica mandando a tutti il messaggio: qui non si molla niente.

Zerini l’ha seguito, Allen ed Hamilton hanno fatto quello che le loro forze ancora gli consentivano.

L’attenzione era puntata anche su Eric Mika, colui che deve ricoprire lo spot di pivot titolare: il ragazzone dello Utah ha quasi smaltito tutti i chili in eccesso con cui si è presentato in ritiro e, come dimostrano anche i 4 punti, è già combattivo al punto giusto per far sentire nel pitturato la sua montagna di muscoli e centimetri.

Tanta grinta al punto da prendersi anche un fallo tecnico.

Ora barra dritta sul “Ferrari”: venerdì con Pesaro nell’emozionante vernice del PalaLeonessa.