Brienza: “Non me l’aspettavo; la scelta di Pashutin è stata professionale”

Fonte: La Provincia

 

Probabilmente è stato il primo a capire cosa stava succedendo. Anzi, a scoprire la verità.

Nicola Brianza, martedì sera intorno alle 21 ha ricevuto una telefonata da Evgeny Pashutin:

“Sto partendo”. Si è chiuso così un capitolo della storia canturina, ma se ne apre – forse, è ancora presto per dirlo – un altro per il viceallenatore della Pallacanestro Cantù. Frastornato, ma non abbattuto per la fuga di Pashutin in Russia.

“Non me l’aspettavo, come nessuno” – assicura il tecnico – “sapevo della prima proposta del club russo, ma martedì abbiamo pranzato insieme, parlando di Cremona, dei giovani del Pgc da convocare, delle Final Eight. Cose normali, non certo un pranzo d’addio. Poi ho ricevuto la telefonata, mi ha chiamato dall’aeroporto per salutarmi….”.

Svelta che Brianza arriva anche a comprendere, per certi versi:

“Noi siamo professionisti e questo è un presupposto importante. Io sono legato a Cantù per miliardi di motivi, per me è seconda famiglia: io non l’avrei fatto. Ma capisco anche che un allenatore estraneo a questa realtà o certi giocatori possano anche fare scelte diverse. Io non lo vedo come un abbandono o tradimento, solo come una scelta professionale, anche se mi rendo conto che non tutti possono comprendere questa decisione.”

Nessun dubbio su questo “ultimo pranzo”?: “Nessuno, abbiamo anche brindato alla Pallacanestro Cantù. Credo nella buona fede di Pashutin, perché lui qua ha dimostrato grande professionalità, instaurando un ottimo rapporto con tutti noi. Deve ssere cambiato tutto in serata: si è sicuramente trovato davanti a una decisione da prendere in fretta.”

Per Brienza si apre comunque l’opportunità di concludere la stagione: “Piano. Andrea Mauri mi ha dato l’incarico di portare avanti la situazione, non abbiamo approfondito il discorso. Da parte mia c’è massima disponibilità a concludere la stagione da head coach. Se la società me lo chiede, da me avrà un “sì”, se si sceglierà un altro coach accetterò la decisione.”

Alle 16.45 in punto ha cominciato il suo primo allenamento: “Ho chiesto io di annullare l’amichevole contro Lugano. Meglio avere il gruppo sotto controllo per un allenamento vero, piuttosto che per una partita: abbiamo parlato la stessa lingua.”

E la squadra come ha reagito?: “Evgeny ha instaurato rapporti umani ottimi, quindi tutti siamo rimasti un po’ scossi. E stato un fulmine a ciel sereno e inizialmente ho percepito un’aria strana tra i giocatori. Ma poi ho visto tutti concentrati: alla fine siamo professionisti e l’allenamento è stato positivo. Per me Cantù è opportunità da sfruttare, per i giocatori un’occasione per mettersi in mostra.”

E, per il futuro, Brienza pensa che servirà un “mix” di conoscenze: “Ora c’è una persona diversa da Pashutin e io non posso scimmiottare Evgeny. Credo si debba portare avanti ciò che di positivo è stato fatto e appreso, cercando di togliere qualche difetto che ancora c’è con un’impostazione diversa del lavoro in palestra. Ci proviamo, senza stravolgere nulla.”