Brienza ritorna a casa: “Che maestri a Cantù; Pashutin una garanzia”

Fonte: La Provincia di Luca Pinotti

 

Due anni dopo, riecco Nicola Brienza. Il Coach torna a Cantù per fare quello che, praticamente, fa da un vita: l’assistente allenatore.

Un bel colpo per la società, che era a caccia di una figura di primo piano, conoscitore dell’ambiente e sicuramente una persona in grado aiutare Coach Evgeny Pashutin a calarsi fino in fondo nella realtà del campionato italiano.

Trentotto anni, Brienza ha firmato un contratto di un anno. Si tratta di un ritorno perché Brienza, canturino di nascita, può dire di essere a pieno titolo un allenatore forgiato tra le mura del Pianella.

Dopo aver vinto come giocatore due scudetti giovanili, Brienza ha infatti cominciato giovanissimo la carriera da allenatore, ad appena 19 anni, sempre a Cantù, dove resta 17 stagioni.

Nello staff tecnico dal 1999 al 2016, tra settore giovanile e prima squadra, ha lavorato con Stefano Sacripanti, Luca Dalmonte, Emanuele Molin, Andrea Trinchieri, con il quale ha assaporato per la prima volta l’Europa, vissuta ad alti livelli fino alle Top 16 di EuroLega.

Nel corso della stagione 2015/16, seppur per un brevissimo periodo, Coach Brienza è stato anche capo allenatore per sostituire l’esonerato Fabio Corbani, per poi diventare assistente del russo Sergey Bazarevich.

Due anni fa l’addio, prima di diventare head coach dei Lugano Tigers e, nella stagione appena conclusa, assistente a Capo D’Orlando.

E’ stata trattativa-lampo, durata poco più di una settimana:

“Sono contento perché torno a casa” – ha detto Brienza – “in ogni senso. Ho grande voglia di rimettermi in gioco e di aiutare la nuova società, perché di fatto sono andato via quando è arrivata la famiglia Gerasimenko. Ora sono felice di poter partecipare a questa ricostruzione in atto.”

Negli ultimi due anni si è staccato dal suo contesto abituale, allenando in Svizzera e in Sicilia:

“Sono stati come un “master” universitario. Ho avuto grandi maestri a Cantù, ma era necessario fare altre esperienze: sono cresciuto e ho acquisito maggiore consapevolezza.”

Dopo la breve parentesi con Bazarevic, Brienza torna a lavorare con un allenatore russo:

“Ho parlato tanto con Molin, che è stato suo assistente a Kazan: ho avuto solo riscontri positivi sul coach e devo dire che la possibilità di poter lavorare con un “big” come lui è stata la spinta decisiva per tornare. Vorrei poter ringraziare la società: l’architetto del mio ritorno è stato Andrea Mauri, i Gerasimenko hanno avallato la sua proposta e ho molto apprezzato il fatto che mi volessero subito.”

E cosa si aspetta Brienza da questa stagione?: “Per gli obiettivi è un po’ presto, vedremo che squadra avremo. Ma sicuramente vorrei poter lavorare in un contesto professionalmente importante. Mi piacerebbe essere il più funzionale possibile alla causa, serviranno tanta attenzione e concentrazione: sono qui per questo.”

Sul ritorno a Cantù di Nicola Brienza è intervenuta anche la presidente Irina Gerasimenko:

“Sono felice di riaccogliere Nicola in biancoblu, è un canturino vero. La sua presenza nello staff tecnico ci assicura energia ed entusiasmo, oltre che una buona dose di esperienza, nonostante la sua giovane età Ritroviamo un allenatore sicuramente cresciuto dopo le esperienze a Lugano e Capo d’Orlando.”