Brooks: “Dal triplete al Mondiale, con Meo si può….”

Jeff Brooks Foto Ciamillo-Castoria

Fonte: La Gazzetta dello Sport di Mario Canfora

 

Potrebbe fare benissimo il venditore o il politico. Sempre col sorriso, sempre spiegando bene i suoi concetti.

Jeff Brooks non è l’uomo della provvidenza, magari in questo momento all’Italia sarebbe servito maggiormente un naturalizzato con qualche centimetro in più per ovviare alla cronica mancanza di lunghi di ruolo.

Ma il gioco si evolve e quindi il suo apporto nei pressi dell’anello è comunque prezioso e diremmo indispensabile.

Poter giocare da italiano nel nostro campionato è un jolly clamoroso che Milano si è spesa benissimo, bloccandolo in tempi non sospetti.

Rispetto a tanti naturalizzati “strani”, è al di sopra di ogni sospetto, avendo ottenuto la cittadinanza italiana grazie al matrimonio con Benedetta, una ragazza di un paese della Brianza.

“Giocare per l’Italia, tornare nel vostro campionato: in pochi mesi la mia vita è cambiata e ne sono felice soprattutto per mia moglie e mio figlio che così potrà conoscere bene la famiglia della mamma.”

Jeff, si aspettava un esordio così intenso in maglia azzurra? Contro la Polonia 16 punti e tanta personalità: “Sì, mi aspettavo di fare bene e far vincere la mia squadra anche con pochi allenamenti sostenuti: è andata bene, ora avanti così.”

Italiano per matrimonio: come ha conosciuto sua moglie?: “In un locale di Cantù. Mi sono avvicinato a lei in maniera timida, dopo poco tempo eravamo innamorati. Ci siamo sposati in America, ma è stata una cerimonia brevissima. Quest’anno a inizio luglio l’abbiamo ripetuta in Italia ed è stato bello: avrei voluto molti più amici, purtroppo vari impegni non l’hanno consentito. Ha partecipato Formenti, credo si sia divertito tanto.”

Dopo l’Università con Penn State la sua prima squadra italiana è stata Jesi: “Ero giovane e mi prospettarono questa situazione. Era l’A1, mi sono trovato benissimo. Ecco perché me la porterò sempre nel cuore.”

Rimpianti per non aver trovato spazio nella Nba?: “Zero. Non è mai stata un’ossessione. Certo, quando sei bambino speri di giocarci e magari di diventare anche uno dei protagonisti. Ma sono contento lo stesso della mia carriera finora.”

Dopo Jesi, in Italia è stato a Cantù, Caserta e Sassari: “Caserta fu l’anno della maturazione come giocatore, come persona e in più ero in un posto dal cibo delizioso. Devo ringraziare coach Molin (ora ritrovato in azzurro, è uno dei vice di Sacchetti) e i miei ex compagni Mordente e Michelori che mi hanno aiutato tanto.”

Qual è la prima parola che direbbe quando le chiedono di Sassari?: “Triplete. Fu, con coach Sacchetti, una cosa mai vista, soprattutto se pensiamo dov’era Sassari solo qualche anno prima.”

Ora c’è Milano: “Credo proprio di essere capitato nel posto giusto: club d’eccellenza e allenatore super. Nei giorni in cui sono stato con loro ho capito che possiamo ben figurare ovunque. Soprattutto in Eurolega, una competizione che mi stimola.”

Torniamo alla Nazionale: ad avere l’idea di Brooks in azzurro fu Ettore Messina: “Vero, mi voleva però c’erano da risolvere i problemi burocratici e inoltre a Malaga non faceva piacere che mi assentassi per la Nazionale, quindi non forzai i tempi più di tanto.”

Ha conosciuto Belinelli e Gallinari?: “Belinelli l’ho incontrato qualche giorno fa quando è venuto a salutarci. Gallinari non l’ho mai conosciuto. Se volete il mio pensiero sui due dico che l’Italia debba essere solo orgogliosa di avere due giocatori come loro nella Nba. Belinelli ha vinto anche l’anello, Gallinari ha disputato delle ottime stagioni ad alto livello.”

L’Italia e il Mondiale 2019: “Se sono qui è anche per aiutare il gruppo a raggiungerlo. Ci crediamo, sarebbe bellissimo. E la gara contro l’Ungheria ha un’importanza enorme.”

Brooks lontano dal basket che persona è? Per esempio, segue la politica americana e le relative polemiche quotidiane che riguardano Trump?: “Certo che seguo la politica americana, la definirei vergognosa. Con Trump che si comporta come un bambino, ma è un discorso troppo lungo.”

Tifa per qualche squadra Nba?: “L’Nba è LeBron. Stop.”