Capo d’Orlando vince all’ultimo tiro; a Brindisi riparte la corsa salvezza dei siciliani (74 – 75)

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Fonte: Giornale di Sicilia di Claudio Argiri

 

Da Brindisi al “brindisi” per l’Orlandina che davanti ad un centinaio di tifosi, giunti in pullman e mezzi privati da Capo d’Orlando, torna a vincere una partita a distanza di 120 giorni da quel 16 dicembre e ben 20 k.o. (6 in Champions League) tornando nuovamente in salvo visto che ha appaiato Pesaro all’ultimo posto a quota 12.

Un successo meritato, voluto, cercato, inseguito, con un monumentale Justin Knox che conquista fin dall’inizio rimbalzi e falli ma continua a litigare dalla lunetta anche se poi si fa perdonare segnando il 9-15 all’ 8′ minuto.

Ma la Betaland perde 4 palloni e Adam Smith non concretizza l’ultimo facile tiro in sospensione che avrebbe potuto dare il più 7 al primo mini riposo con Knox mvp parziale con ben 11 punti.

In generale gli orlandini gestiscono i ritmi ma non riescono a capitalizzare l’avvio non positivo dei pugliesi.

Così Suggs da 3 ma pure Faust dal nulla scrive il 25-30. Brindisi reagisce ma Knox continua ad imperversare segnando 17 dei 34 punti prima che al 18′ minuto Moore in contropiede si procuri il fallo di Likhodey e anche l’infortunio muscolare alla coscia sinistra che lo toglie definitivamente dal derby del sud.

Giuri dall’arco accorcia mentre Faust conferma che la Betaland ai liberi è disastrosa (2/7) ed ancora la guardia locale firma al 19′ minuto il primo vantaggio dei suoi prima che Adam Smith sbagli in transizione l’ultimo tiro.

Il terzo periodo si apre con i soliti errori orlandini e Mesicek ad inchiodare di mancino il 37-34. Il solito Knox accorcia di tabella ma reagisce ad un fallo non fischiato dell’avversario e si becca un tecnico.

Per fortuna Kulboka batte finalmente un colpo segnando dai 6.75 metri purtroppo subito imitato da Giuri, proprio il sostituto di Moore, che si carica la squadra sulle spalle insieme a Donta Smith, immarcabile.

Coach Mazzon costretto a chiamare tirne out per provare ad arginare la fuga dei brindisini sul 55-47 al 27′ minuto.
Adam Smith penetra battendo sul tempo l’altro ex Iannuzzi ma Giuri replica sull’azione seguente prima che Likhodey metta un semigancio e trasformi l’aggiuntivo per il 57-52.

In avvio di ultimo periodo anche Likhodey piazza la prima bomba per il 63-60. Adam Smith commette il 4° fallo ma poi spara la tripla del meno 2 con Kulboka a scagliare un tiro senza senso a conferma della sua serataccia e poi Donta Smith replica per il 72-67 con l’omonimo Adam a palleggiarsi sui piedi al 36′ minuto.

Un canestro sui 24″ secondi di Knox ed un fallo in attacco di Lydeka regalano una speranza alla Betaland ma il pivot sbaglia il semigancio trasformando poi il meno 1 (74-73 al 39′ minuti) sull’assist di Atsur per il 25° punto del lungo Usa.

Atsur commette fallo a rimbalzo ma Mesicek fallisce i due liberi a 27″ secondi dalla sirena.

Stojanovic riesce a trovare con un passaggio schiacciato ancora Knox che appoggia al tabellone il vantaggio; l’ultimo possesso locale non scalfisce per il meritato trionfo Betaland.

Coach Vitucci sulla partita:

“Perso il primo match ball ma il destino è nelle nostre mani. Domenica abbiamo un altro turno in casa, contro la Vanoli Cremona. Dobbiamo far di tutto per conquistare la vittoria. L’infortunio di Nic Moore ci ha un bel po’ penalizzati. E Tepic s’è fatto male alla spalla. Ora speriamo che per lui non sia niente di grave, mentre temo un bel po’ per Moore. È chiaro che abbiamo giocato al di sotto delle nostre possibilità. Capita