Capobianco: “Ognuno ha del talento per qualcosa. Mettiamo il nostro talento a disposizione della squadra e apprezziamo il talento del compagno”

Andrea Capobianco

“Ognuno ha del talento per qualcosa… Mettiamo il nostro talento a disposizione della squadra e apprezziamo il talento del compagno, riconosciamo in cosa è più bravo di noi… Campione è chi riesce a far rendere al meglio il suo compagno!”.
Questa frase ha rappresentato il punto di partenza dell’incontro dibattito organizzato da Palazzo Innovazione ed Hippo Basket Salerno con coach Andrea Capobianco. Il capo allenatore della nazionale italiana Under 20 è stato il protagonista del primo appuntamento del 2019 con i “Mercoledì del Palazzo” ed ha esposto le sue tesi riguardo al tema della serata: “La gestione del talento – Talent Management”. Il tecnico originario di Venafro ma salernitano d’adozione ha chiarito cosa sia per lui il talento (nello sport, come nella vita quotidiana e, quindi, nel lavoro), come debba essere riconosciuto e quindi valorizzato, ma anche di come vada allenato affinchè possa risultare efficace. Ha talento, a giudizio di coach Capobianco, chi riesce a trovare il giusto equilibrio tra capacità fisiche, doti tecnico-tattiche e forza mentale. Ma diventa campione solo chi riesce a mettere il suo talento a disposizione degli altri talenti della squadra. E questo, probabilmente, è stato il segreto della squadra italiana Under 18 che, sotto la sua guida, dopo 31 anni è riuscita nell’impresa di vincere il Torneo di Mannheim nel 2014, superando avversari sulla carta più quotati, come Turchia e Stati Uniti. Su quello storico successo Andrea Capobianco ha scritto un libro intitolato “La meravigliosa avventura – Mannheim 2014”, edito da basketcoach.net e inevitabilmente nel corso della discussione sono stati diversi i riferimenti a quella esperienza, così come alle tappe più importanti della sua carriera e ai talenti, appunto, che ha incontrato sulla sua strada.
Una serata ricca di spunti di riflessione ed anche di emozioni, che Andrea Capobianco è stato felice di condividere con tante persone con cui, ai tempi della Pallacanestro Salerno, è entrato in contatto ed alle quali è rimasto chiaramente legato dal punto di vista affettivo, prima ancora che professionale.
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