Archivio News

Storia Europei di basket: Lille 2015

Un po’ più su volea volare… l’Italia!  Un Europeo senza confini geografici. Prima o poi si sarebbe arrivati anche a questo. Che non fosse più una singola città a farsi carico dell’intera organizzazione, era una […]

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Gli Europei di Claudio Silvestri

Dodici campionati europei! Le presenze di Claudio Silvestri, team manager della Nazionale maschile, figura di riferimento nei quadri della FIP, hanno caratterizzato per un quarto di secolo la storia azzurra nella manifestazione continentale. Dodici Europei, […]

Nazionali

Il ricordo di… Marco Carraretto – Europei di basket Kaunas 2011

Marco Carraretto è nato a Treviso, il 27 ottobre del 1977. Cresciuto nel settore giovanile della Benetton, è approdato in prima squadra a 19 anni, ritrovandosi in una formazione piena di campioni e con un allenatore del calibro di Mike D’Antoni: in quella stagione (’96-’97) conquistò subito il suo primo scudetto. Cominciò solo allora la sua vera gavetta: ripartenza dalla serie B, a Mestre, poi Udine, Verona, Biella, fino a cercare nuove esperienze – di crescita professionale e umana – in Spagna, con le squadre del Saski Baskonia di Vitoria e del Breogan di Lugo. Il rientro in Italia, a 29 anni, gli avrebbe riservato una lunga sequenza di successi: sette stagioni a Siena e altrettanti scudetti consecutivi, che aggiunti al primo di Treviso hanno portato a un totale di otto (meglio di lui, solo Meneghin, Gamba, Pagani, Pieri e Riminucci).

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Nazionali

Europei di basket: Kaunas 2011

Azzurri ripescati, Pianigiani ci prova

Era destinata a restare fuori dall’Europeo per la seconda volta consecutiva, l’Italia, se la FIBA non avesse disposto – all’ultimo momento – di anticipare l’allargamento a 24 squadre, già programmato per l’edizione del 2013. Il salvagente veniva lanciato nel mare agitato in cui la Nazionale azzurra cercava disperatamente di tenersi a galla, alle prese con le difficoltà di un ricambio generazionale, e forse anche di un certo scoramento. Ad afferrare quell’aiutino non ci si pensò due volte.

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Nazionali

Il commento del coach… Sergio Scariolo – Europei di basket Katowice 2009

Sergio Scariolo è nato a Brescia, il 1° aprile del 1961. Il suo percorso da allenatore ha avuto il minibasket come punto di partenza, a 19 anni, scalando poi tutti i gradini che lo hanno fatto approdare sulla panchina della prima squadra, assistant coach nella sua città e a Pesaro. Qui ebbe il suo primo incarico come capo allenatore, e a soli 29 anni portò subito la Scavolini alla conquista dello scudetto, oltre alla finale di Coppa Korac. Dopo un’esperienza in A2, a Desio, tornò nel massimo campionato con la Fortitudo Bologna, dove in tre stagioni ottenne un premio come miglior allenatore del campionato e un’altra finale scudetto. Dal ’97 si è iniziata la sua lunga avventura all’estero, vissuta quasi interamente in Spagna: due stagioni col Saski Baskonia (una Copa del Rey), tre col Real Madrid (un titolo nazionale), cinque col Malaga (una Copa del Rey e un titolo nazionale). Seguì una parentesi russa (due anni a Chimki), prima del ritorno in Spagna, stavolta chiamato alla guida della Nazionale. La nomina venne ufficializzata il 9 febbraio del 2009; dopo sette mesi era chiamato a onorare il primo impegno ufficiale, gli Europei in Polonia, che avrebbero portato finalmente le Furie Rosse sul gradino più alto del podio.

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Nazionali

Europei di basket: Katowice 2009

L’Italia non c’è, vince un italiano!

Un Europeo che fece subito parlare dell’Italia. Per il semplice fatto che… non c’era. Mai accaduto! Anzi, a dire il vero, la mancata presenza della Nazionale azzurra si era verificata in due circostanze, ma erano così lontane – e così particolari – da ritenere che questo del 2009 fosse un evento inedito. La prima volta non poteva proprio far testo. Era l’edizione “africana” organizzata (e vinta) dall’Egitto nel ’49; la recente disgrazia di Superga aveva scioccato lo sport italiano, e si decise così di non partire e di non prendere parte a un Europeo che poi di europeo ebbe poco o nulla. La seconda volta avvenne nel ’61, a Belgrado. Erano trascorsi poco più di sei mesi dalle Olimpiadi di Roma; la Nazionale di Paratore doveva ancora smaltire la sbornia di un sorprendente quarto posto (e della prima vera esplosione di passione cestistica nazionale), mentre il CONI non aveva fatto in tempo a recuperare una sola lira nelle sue casse; per cui si pensò che era meglio restare a casa.
Rinunce, dunque, quelle del passato. Stavolta no, si trattava di eliminazione! Alle prese con una crisi di identità e di rinnovamento, che ormai si trascinava da cinque anni (dall’indomani del clamoroso argento olimpico di Atene), la squadra di coach Recalcati si ritrovò imbrigliata già nella fase di pre-qualificazione, costretta alla fine a dover contendere alla Francia l’ultimo biglietto utile: ci voleva un’impresa, che non arrivò. L’Italia scivolava addirittura al ventesimo posto del ranking europeo; mai così in basso!

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Nazionali

Gli Europei di Sandro Galleani

Trentacinque anni di storia della Nazionale maschile potrebbe raccontarli lui, Sandro Galleani, massofisioterapista. Raccontarli non semplicemente come uno che ne ha viste tante, o – se vogliamo usare un linguaggio più appropriato alla sua professione – ne ha scaldati tanti di muscoli e bendate tante di caviglie… Piuttosto come uno che, quegli anni, li ha vissuti nell’intimo della squadra, facendone parte integrante, assorbendone totalmente umori ed emozioni. Non era al servizio dei giocatori, era un loro compagno!
I numeri sono da record inavvicinabili per tutti. Quindici campionati Europei, cinque Olimpiadi, tre Mondiali, tanto per citare solo le manifestazioni più importanti. Per le presenze in totale si è costretti all’approssimazione: circa 700! Ma per quanto consistenti, non bastano questi numeri a rendere l’essenza e l’importanza del suo ruolo. Che, appunto, andava ben al di là di quello del massaggiatore: anche magazziniere, all’occorrenza, e uomo di fatica, preparatore atletico e rieducatore, consigliere e consolatore; un po’ di tutto, all’occorrenza!

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Nazionali

Il ricordo di… Angelo Gigli – Europei di basket Madrid 2007

Angelo Gigli è nato il 4 giugno 1983 a Pietermaritzburg, città del Sudafrica, dove la famiglia risiedeva per motivi di lavoro del padre (quel giorno, guarda caso, l’Italia vinceva il suo primo oro europeo a Nantes!). Un passato sconosciuto per Angelo, perché il rientro in Italia, a Roma, avvenne quando lui aveva appena due anni. Le prime esperienze cestistiche con due club minori della capitale (Vigna Pia e Fortitudo), poi il trasferimento alla Pallacanestro Reggiana, che a 20 anni lo lanciò in prima squadra, in Legadue; subito promozione, e conseguente debutto nel massimo campionato. Il passaggio alla Benetton Treviso coincise forse col periodo della sua maturazione: col coach statunitense-israeliano David Blatt vinse nella stagione 2006-2007 la Supercoppa, la Coppa Italia e, senza la penalizzazione per il “caso Lorbek” (giocatore sloveno, tesserato irregolarmente), avrebbe anche disputato i play-off scudetto. Due metri e undici, fisico armonico, ha ricoperto finora sia il ruolo di ala grande che di centro, mostrando atletismo, buone qualità di rimbalzista e di realizzatore, anche nei tiri da tre. Esordio in Nazionale con Recalcati nel dicembre del 2004, preludio alla convocazione per gli Europei dell’anno dopo; a seguire i Mondiali del 2006, quindi gli Europei del 2007. Avrebbe preso parte ad altri due Europei (2011 e 2013) se non fosse stato fermato da altrettanti infortuni. La sua carriera di club ha poi toccato altre tappe importanti (Roma, Virtus Bologna, Milano, di nuovo Reggio Emilia) fino a quella di Ferentino, in A2, con cui ha giocato nelle ultime due stagioni.

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