Coach Ramagli e Krubally commentano la sconfitta contro Venezia

Fonte: PistoiaBasket2000.com

 

Non usa giri di parole Alessandro Ramagli per raccontare la partita contro la Reyer:

“Arrivando in sala stampa ho incontrato una decina di tifosi che mi hanno dato una pacca sulla spalla dicendomi di non mollare e di avere forza. Beh, se ci credono questi dieci, noi siamo autorizzati a giocare una partita remissiva come questa e a intristirci perché sbagliamo un tiro facile da sotto o prendiamo un canestro evitabile contro Venezia? Fa parte del gioco. Loro sono forti, ma non può accadere che noi ci indeboliamo a causa dei nostri errori. Il problema è che se ti abitui a farlo, e già avevo avuto alcuni sentori, poi questo tipo di atteggiamento te lo porti dietro anche in quelle partite che, a differenza di stasera, puoi anche provare a vincere. E’ importante che questa partita ci insegni che noi dobbiamo essere quelli brutti, sporchi, cattivi che abbiamo dimostrato di saper essere anche in diverse partite del precampionato, perché questo è il nostro dna”.

Ramagli poi chiarisce ulteriormente il concetto:

“Abbiamo finito il quarto periodo senza nemmeno essere andati in bonus: noi dobbiamo anche tirare due schiaffi, se serve. Se vogliamo che il pubblico ci sostenga e ci spinga, dobbiamo essere noi a dare qualcosa a loro: stasera in quelle due, tre folate che abbiamo avuto, i tifosi ci sono venuti dietro, perché è così che funziona! Ma se non c’è la voglia di combattere e ci spaventiamo di fronte alla montagna che abbiamo da scalare di fronte a noi, allora tutto diventa più difficile. Noi dobbiamo voler provare a scalare anche montagne come quelle di stasera, guardare sempre la vetta, non giù verso la valle, anche perché poi arriveranno magari montagne più basse, ma se non saremo abituati a scalarle, ci sembreranno troppo alte anche quelle. Dobbiamo risintonizzarci su quelle che sono le nostre frequenze: le nostre frequenze non sono quelle delle Final Eight, delle vittorie roboanti, sono quelle della squadra che deve combattere dal primo all’ultimo minuto. Quindi c’è da toglierci in fretta di dosso tristezza e negatività e giocare le partite, non limitarci a guardarle passivamente!”

A parlare fra i giocatori Ousman Krubally:

“È stata una partita difficile, perché loro sono una squadra solida, forte. Da martedì dovremmo pensare a correggere gli errori che abbiamo commesso: da questa partita dobbiamo prendere gli aspetti negativi e positivi per poter crescere. Abbiamo fatto delle cose sbagliate -prosegue il giocatore statunitense- ma ci sono state anche delle note positive. Siamo una squadra di giovani e giocatori più esperti, dobbiamo aiutarci a vicenda. E’ normale essere arrabbiati, ma ancora è presto, c’è tanto margine di miglioramento e dobbiamo rimanere positivi. Abbiamo avuto delle difficoltà perché quando le cose non vanno come vorresti, quando hai lavorato tanto e poi non ti riesce ciò che hai preparato, ci si sente un po’ smarriti, è inevitabile. Dobbiamo continuare a lavorare duro: una partita di basket è una maratona, non una gara di velocità, bisogna mantenere la concentrazione e la fiducia. Dobbiamo crescere mentalmente, prepararci insieme e lavorare l’uno per l’altro.”

Il pubblico ha comunque applaudito i ragazzi a fine partita:

“L’applauso finale della gente è stato molto importante. Prima di venire a Pistoia avevo sentito parlare della passione che la gente ha qui per questo sport: il pubblico qui diventa la nostra famiglia, è il nostro sesto uomo. Siamo grati per il supporto, e ringrazio per la vicinanza che ci hanno fatto sentire alla fine, nonostante il risultato. I tifosi credo che vogliano vedere la squadra lottare, e noi siamo una squadra di combattenti: non è stato così forse stasera, ma lo dimostreremo, e spero che tutti lo vedano. Dobbiamo essere pronti, e iniziare a prepararci al meglio per Milano e poi per la prossima partita in casa.”