Coach Sacripanti analizza la sconfitta di Trento

Pino Sacripanti

Fonte: Corriere dello Sport

 

Sacripanti alla vigilia del match aveva detto che nessuno avrebbe cercato alibi agli infortuni, e i suoi ragazzi ci hanno provato fino in fondo.

“Credo ci siano da fare due considerazioni” – le parole del coach bianconero – “La prima, positiva, è che abbiamo lottato fino alla fine. Avevamo raggiunto la parità e potevamo vincere. Abbiamo alternato difese a zona che ci hanno consentito un recupero importante, ma soprattutto abbiamo iniziato a giocare bene in attacco. La seconda riguarda gli aspetti negativi. La nostra partenza offensiva è stata molto sterile, nei primi 10′ abbiamo sofferto la fisicità di Trento e questo si è tradotto in troppe palle perse e in tiri facili sbagliati. C’è poi un altro dato non trascurabile: i tiri liberi. Non tutti i numeri sono la cosa importante di una gara, però oggettivamente a 50″ dalla fine eravamo pari con 9/21 ai liberi. Bastava fare 15/21 e probabilmente saremmo qui a parlare di una grande vittoria, ma purtroppo non è andata così. Quello che ci è mancato è stato il killer instinct per portarla dalla nostra parte. In certe situazioni dobbiamo avere più lucidità e freddezza.”

Innegabile che al di là dei dati statistici abbiano pesato molto le assenze di Aradori, Martin e Qvale, che hanno accorciato tantissimo le rotazioni e compromesso un finale di gara in cui la ‘Virtus è arrivata un po’ sulle gambe.

“È chiaro che dobbiamo ritrovare un po’ di salute, abbiamo fatto degli allenamenti anche buoni, ma li abbiamo fatti in sei. Il ritmo gara ne risente, e forse noi all’inizio abbiamo pagato questo.”

L’aggancio in classifica da parte dell’Aquila non preoccupa Sacripanti, che guarda già alla prossima partita e traccia un bilancio di questa prima parte di stagione :

“Adesso c’è Brescia, alle Final Eight non ci pensiamo, cerchiamo di fare un passo alla volta. A oggi sono comunque soddisfatto perché ho visto una squadra che ha dato tanto, abbiamo fatto un buon girone d’andata, anche se probabilmente in campionato abbiamo raccolto meno di quanto avremmo meritato, soprattutto rispetto alla qualità di gioco espressa. Abbiamo fatto una grande corsa in Europa, dove siamo stati protagonisti. Il 2018 è stato un anno difficile e problematico sotto l’aspetto degli infortuni. Mi piacerebbe veramente tornare ad allenare la squadra al completo, come purtroppo è stata solo a cavallo tra la terza e la quarta giornata. Poi per il resto della stagione siamo stati falcidiati dagli infortuni. Ma anche questo aiuta a crescere.”

La chiusura è riservata ai tifosi, che anche a Trento sono saliti numerosi:

“Vorrei dedicare a tutti i nostri tifosi un pensiero e un augurio speciale di buon anno, con la speranza che la Virtus riesca a dare loro quelle soddisfazioni che si meritano, per l’attaccamento e il calore che ci trasmettono sempre.”