Coach Sacripanti: “Virtus da corsa solamente se stiamo tutti bene”

Sacripanti Stefano Foto Ciamillo-Castoria

Fonte: La Repubblica Bologna di Luca Sancini

 

Sacripanti, il bilancio alla sosta della Virtus dice: giocate 15, vinte 11, perse 4. Magari, un successo in più in campionato (4-4), uno in meno in coppa (7-0), ed erano tutti più felici: “Anche due, in coppa…”.

Felice o no, allora?: “Sì, perchè siamo più avanti di quel che pensassi. Il gruppo è ricettivo, lavora, migliora. In mentalità e nel gioco. Brave persone, che percepiscono pure il blasone, la storia che c’è stata e si tocca: la struttura qui all’Arcoveggio, i tifosi al PalaDozza, il signor Zanetti, tutto l’ambiente. All’inizio era perfino un problema. Giocavamo in casa e vedevo, nel discorso pre-partita, facce tese, serie. Entravamo e andavamo sotto.”

E non sempre siete risaliti: “Quattro vittorie sono un bottino giusto, e ad Avellino e Trieste non passeranno in tanti. Di solito evito i piagnistei, ma abbiamo avuto i nostri guai. Trasformare le difficoltà in opportunità, dando spazio alla panchina, ha favorito delle risposte. Ha giocato chi c’era e l’ha fatto sempre meglio. Poi, si sa, sul doppio impegno coppa-campionato, si pagano dazi.”

Come a Pesaro. Per me, il punto più basso: “No, per me no. Eravamo partiti bene, abbiamo pagato cari i falli dei piccoli, ma siamo arrivati a giocarcela all’ultimo tiro contro un quintetto che concentra molto talento. Il vero punto più basso fu con Klaipeda: se non c’era il PalaDozza a spingere, era persa. Poi Cremona, per una fila di motivi. A Pesaro abbiamo fatto subito le cose giuste, poi siamo caduti nel loro corri e tira, senza intelligenza. Alleno da 19 anni, conosco le squadre, di questa so che, se lavora forte, mette dedizione e segue il piano partita. Se non sta bene, può cadere nella fretta e nei nervi, come negli ultimi 15′. Infine, se posso dirlo, Martin era quello che s’accoppiava bene con McCree, che ci ha devastato.”

Insomma, il gioco c’è: “Sì, anche calcolando che la squadra è inesperta, ingenua. E pure io ho le mie colpe, quando do per scontato ciò che non è. Gli va detto tutto, anche quando prendere l’ultimo tiro. E allora seguono, da bravi scolari. Se li frega la tensione, è per un senso di responsabilità troppo alto. L’ho detto: tutti bravi ragazzi, però manca ferocia al momento di chiudere le partite. Con Torino ero incazzato, dovevamo stravincere, ma non c’è stata malizia né durezza. La squadra lo sa, ci lavora, e già va meglio che in preseason quando, ad ogni finale di quarto, c’era un minuto da 0-4 o 0-6. Sfìga, a volte, ma non può sempre essere sfiga. Ci siamo rivisti i filmati, hanno capito. Eppure, proprio con Torino, al 20′ sbagliamo un tiro comodo e Poeta, che nessuno marca, ci fa la bomba. Ballano 5 punti, al riposo siamo quasi pari anziché a +7.”

 Da migliorare, parere mio: difesa e rimbalzi: “Concordo. In difesa partiamo da basi individuali perfettibili, ma quando ci siamo stati tutti qualcosa s’è visto. Poi ci manca un 5 dominante. Qvale e Kravic sono tecnici, Kravic è pure quello, per me, più migliorato, ma Brian oggi non arriva a 20′ di vera intensità. Infine, devo ripetermi: Martin ci manca. In corpo e anche in spirito: il più altruista. I rimbalzi, allora. Da ragazzo a Cantù vedevo Dan Gay. Detto il lavavetri. Tutti suoi. Uno così ora non c’è, Qvale ha avuto alti, anzi altissimi, e bassi, ma dovremo anzitutto sapere come sta. E rimbalzi deve darcene di più M’Baye, che ha grandi giocate e pause enormi”.

Martin ne avrà per un altro mese, minimo, dopo uno già ai box. Al mercato ci pensate?: “Detto che una società come la Virtus sul mercato c’è sempre, in questa sosta lavoreremo forte e spero avremo risposte precise sia su Martin che su Qvale. E potremo decidere. Su Martin ho pensieri e timori. Sia su quando torna, sia su come torna. S’è strappato non il flessore di un anno fa, ma quello opposto, se lavora storto ne risentono altre parti ed ha ricadute. Ha masse muscolari notevoli, ha fatto un lavoro bestiale con l’osteopata, serve che torni quello che era.”

Morale, si può aggiungere un pezzo, facendo magari il turnover, o solo rimpiazzare?: “Non ho preclusioni sul mandare uno in tribuna, ma se siamo tutti in salute la squadra va bene com’è. Sennò, serve pensarci.”
C’è pure che Kravic e Qvale sono due 5 non affiancabili: “Mica vero. In preseason li ho usati insieme, e funzionava. Vorrei riprovarci, perchè Kravic dietro è perfetto sui 4 e davanti si muove veloce. Certo, non ha tiro.”

A Gentile parcheggiato in Spagna ha mai pensato?: “Onestamente no. L’ho avuto in nazionale U.20, un argento agli Europei in Spagna. Devastante. Ma un anno fa, con Avellino, lo marcammo aspettandolo in area, perchè il tiro da tre di prima non l’aveva più. Quella mano è un problema. Sono felice sia tornato in nazionale, è un giocatore non comune.”

Taylor è il play giusto? E Punter la punta giusta?: “Taylor, guardando cifre e fatti, quand’è in campo si sente, per quel che fa, e per l’esempio, anche in difesa, pressando ogni pallone. Fa falli, vero, ma perchè non si risparmia. Punter è un realizzatore come pochi, deve solo migliorare le letture.”

Un merito da darle è aver allargato la platea dei titolari: “Mi fa piacere, coi ragazzi ho un rapporto franco, non urlo e non sfanculo. ma Darlo chiaro e chiedo cose precise. Pajola ha sofferto all’inizio, si sentiva sotto tiro, così gli ho parlato. Sei il ragazzo di casa, i tifosi amano il tuo cuore, ma per me conterà la tua efficacia, non la tua età. E io da titolare ti tratterò, non da bambino. Sta lavorando sul tiro, l’ho visto sereno. Su Cappelletti ero scettico e dite pure che non l’ho voluto io. Però lo conoscevo, dall’U20, sapevo che ama esser protagonista e che si sta frenando. Pure con lui patti chiari: non sei l’undicesimo, sei uno degli undici. Risponde.”

Bologna, nel basket e fuori dal basket, è come se l’aspettava?: “Non me l’aspettavo, referisco scoprirla. Ed è fantastica. Esco ogni sera, quando non crollo dal sonno o devo rivedere partite, sto in Castiglione, tre teatri a tiro, ristoranti, concerti. L’altra sera in libreria sono andato a un incontro sulle radio libere: ne andavo pazzo, da ragazzo, ho visto i miei idoli di allora. Solo a Bologna… Soprattutto per un provincialotto come me, sceso da Cantù.”

A proposito, ce la fanno?: “Io credo che l’operosa Brianza non farà morire il suo basket.”

Le manca solo una volta alla Fortitudo: “Coi calendari spesso sovrapposti non è successo. Lì c’è il mio uomo, Leunen. Vero, ne parlammo anche per la Virtus, poi c’era Baldi Rossi e finì lì. Andrò a vederlo.”