Comense, come l’Araba fenice…

Comense

Come l’araba fenice, la Comense risorge dalle sue ceneri e a distanza di due anni dalla scomparsa della gloriosa società, la sezione basket, per volere dell’ex dirigente nerostellato Guido Corti, riprende vita.
Una favola ancora tutta da scrivere quella della Polisportiva Comense 2015(questa la nuova denominazione societaria)che, proprio poche settimane fa è stata ripescata nel campionato di basket di serie B e che comprende anche la sezione pallavolo e quella Special Olympics.

Certo, è una storia mai caduta nell’oblio quella di uno dei sodalizi più storici e vincenti nella storia della palla a spicchi femminile, che annovera un palmares di vittorie davvero invidiabile: si parla infatti di 15 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 5 Coppe Italia, 6 Supercoppe Italiane e un Mundialito per club conquistati.
Una striscia di successi tale da far accapponare la pelle e che allo stesso tempo mette una tristezza infinita il solo pensiero che una città come Como abbia potuto perdere un pezzo così importante della propria tradizione sportiva. Una tradizione che durava ormai da oltre 100 anni(la Pool Comense nel 2012 avrebbe spento 140 candeline).
Guido Corti che con gli altri componenti del consiglio societario Osvaldo Caronti, Marika Marzorati ed Enrico Levrini, hanno deciso di far rivivere la sezione della pallacanestro, l’unica che mancava all’appello e mantenendo così in vita un florido vivaio che può contare su 12 centri minibasket con oltre 200 bambini tesserati tra atleti ed atlete.
Proprio Guido Corti, investito dagli altri consiglieri come Presidente della Polisportiva Comense 2015, parla del progetto, dell’energia e dell’entusiasmo sprigionati attorno a questa nuova società.
“Siamo un bel gruppo, lavoriamo in sinergia tra noi, dividendoci i compiti ognuno per la sua sezione. Per la pallavolo Mario Pigliapochi è responsabile della sezione pallavolo e gestisce 4 squadre, mentre per la sezione Special Olympics al timone abbiamo Enzo Trombetta. Il nostro spirito e il nostro lavoro sarà quello di ricreare il nome della Comense e riportarlo non solo a Como ma anche in provincia”.
I numeri sono davvero ragguardevoli per ora, no?
“Sì sono decisamente buoni, a Como credo siamo l’unica società con questi numeri. Tuttavia vogliamo migliorare ancora, non vogliamo fermarci ma allargarci, espanderci. In tutto abbiamo qualcosa come 320 tesserati e a breve apriremo anche nuovi corsi per la pallavolo. Insomma vogliamo creare una società che sia competitiva non soltanto per i numeri ma anche per la qualità dei corsi e a tal proposito abbiamo già fatto alcuni passi molto importanti”.
Sarebbe a dire?
“Ci siamo affiliati al Progetto Giovani Cantù gestito dalla Pallacanestro Cantù per quanto riguarda il minibasket, mentre per la pallavolo siamo la società satellite dell’Alba Volley di Albese, la cui prima squadra milita in serie B. La nostra speranza è quella, col tempo e il lavoro di qualità, di tirare fuori i talenti di domani rinnovando un po’ il marchio di fabbrica della Comense che fu, la quale ha dato al panorama nazionale, negli anni, parecchi nomi importanti in tante discipline sportive diverse. Ecco, noi crediamo in questo progetto e direi che il punto di partenza è senza dubbio interessante”.
C’è anche una sezione Special Olympics, vero?
“Due nostre atlete che hanno giocato nella nostra prima squadra l’anno scorso, Ilaria Guidi e Anna Frigerio sono reduci dai Mondiali Special Olympics di Los Angeles come partner della Nazionale Italiana di basket. Si sono piazzate quarte e siamo orgogliosi che il nome della nostra società sia sbarcato oltreoceano in una manifestazione mondiale”.
Poche settimane fa siete stati ripescati in B e anche questa sarà una sfida bella e stimolante da affrontare, no?
“Siamo felici e a dire il vero non ce l’aspettavamo, ma siamo fiduciosi di poter affrontare anche questa nuova avventura con il solito entusiasmo. Stiamo cercando sponsor che ci sostengano e anzi, speriamo di avere risposte in tal senso per costruire una squadra che possa far divertire. Ci stiamo muovendo su questa linea, staremo a vedere”.
Insomma un progetto quello della Polisportiva Comense che ha dell’ambizioso e dell’affascinante insieme e se lo spirito sportivo sarà quello della sua antenata, non potrà che rivelarsi vincente e duraturo.
Laura Maiorano