Dalmasson in vista della gara di domenica con Brescia

Eugenio Dalmasson Foto Ciamillo-Castoria

Fonte: Giornale di Brescia di Marco Mezzapelle

 

Con tredici giornate ancora da giocare, è iniziata la marcia di avvicinamento ad un match che profuma già di zona playoff.

Una ritrovata Germani domenica ospita la vera rivelazione della stagione: l’Alma Trieste del timoniere Eugenio Dalmasson che sarà senza Peric e con Mosley in dubbio.

“Ritengo prematuro pensare alla post season, affrontiamo una partita alla volta con la consapevolezza di dover affrontare una seconda parte di stagione molto lunga e di un equilibrio impressionante”, dice l’ex allenatore di Lumezzane e Montichiari che a Trieste ha preso con se due ex Leonessa: il “Lobito” Fernandez, che all’ombra del Cidneo è stato croce e delizia, e capitan Cittadini.

“Sono due ragazzi che hanno dato molto nell’esperienza di Brescia. Juan è alla sua prima vera esperienza in Serie A dopo le “illusioni” di Milano e Sassari, sta lavorando tanto a livello fisico e questo gli ha fatto bene anche a livello caratteriale perchè ha disputato la prima parte di stagione ad altissimo livello (tira con il 45,5% da 3). Il “Citta” sta vivendo una seconda giovinezza, il suo contributo alla squadra è importantissimo.”

“Con l’impegno in Europa, Brescia ha pagato l’avvio difficoltoso riducendo gli allenamenti, ma sono certo che ha già ritrovato la strada giusta”.

Sono già più di 10 anni che Eugenio Dalmasson manca dalla provincia di Brescia, ma giusto due lustri fa la massima espressione della pallacanestro nostrana si chiamava Sil Lumezzane.

Si sarebbe mai aspettato una crescita così esponenziale del panorama cestistico bresciano?: “Una città come Brescia aveva grande bisogno di ritrovare la pallacanestro di alto livello, ricordo bene gli anni trascorsi dalle vostre parti e posso dirvi che già allora c’era molta passione. La Germani in questo momento è un vero e proprio faro, il palazzetto è sempre stato l’anello mancante, ora è un fiore all’occhiello e la contigua partecipazione all’Eurocup è la cartina di tornasole di un progetto importante di cui si parlerà per anni. Rivedrò con piacere amici con cui per altro sono rimasto in perenne contatto e in varie occasioni sono anche venuti a trovarmi, tornare a Brescia è sempre un piacere.”