Diritti e doveri: il senso del dovere dei bambini e negli adolescenti d’oggi esiste ancora?

“Quando ero bambino, ma anche dopo da adolescente, i miei genitori non mi hanno mai detto che ero titolare di diritti, ma………avevo molti doveri e se li rispettavo, ero premiato, altrimenti mi punivano. In Italia oggi, nella famiglia, nella scuola, nella società e nello sport, tutti vogliono tutto e nessuno è più educato a pensare che per avere qualcosa, prima deve essere disposto a offrire qualcos’altro in cambio”.

Quest’affermazione fa riflettere molto sul fatto, che negli ultimi anni, si sia completamente invertita la rotta educativa: sono due mondi ormai ai poli opposti. Con il passare degli anni i bambini e i giovani hanno acquisito sempre più diritti, perdendo però per strada buona parte del senso del dovere.
Non è colpa dei bambini e dei giovani, loro sono semplicemente il riflesso dell’Educazione ricevuta, dei modelli a cui fanno riferimento, degli esempi comportamentali e di una società in cui si muovono. Sono il frutto dell’albero dell’Educazione che negli ultimi anni ha subito grandi mutazioni, perdendo di vista i valori e i principi delle cose: un albero concimato con l’iperprotezione e con la cecità dell’aver sempre ragione.

“Prima il dovere e poi il piacere”, è una delle frasi ormai in disuso, in assoluto più gettonate in
passato, il dovere era prioritario, a seguire, veniva tutto il resto”.

“Dare per avere” è un concetto fondamentale per sviluppare il senso del dovere, competenza da acquisire per sviluppare anche la capacità di discernimento, cioè la capacità di valutare e di fare delle scelte corrette, di avere un senso critico e buon senso, dotazioni che oggi i bambini e i giovani non hanno più a disposizione.
Fare il proprio dovere presuppone un carattere ben delineato, formato, cosciente, capace di applicare principi e valori che danno un senso compiuto all’esistenza individuale e a quella in comune. Il dovere richiede sempre un piccolo sforzo, a volte può essere ripetitivo, persino banale e a volte noioso, ma si lega pur sempre alla parte nobile del nostro essere, quella morale, quella che sovrintende i comportamenti, gli atti, le azioni e i modi di essere.
Il dovere ci mette alla prova, ci pone di fronte a noi stessi, scuote la nostra natura, la sollecita, la fortifica, la allena alle grandi prove, le fa capire che anche una piccola azione può cambiare il nostro mondo e tutto quello che ci ruota attorno.

“Cari Genitori, Insegnanti, Istruttori, Allenatori il dovere ha un altissimo valore educativo e formativo, educhiamolo e coltiviamolo!”

Il senso del dovere insegna a dare un valore alle cose, alle relazioni, a se stessi e all’altro, che non ritroviamo quando parliamo di prevaricazione, prepotenza, bullismo, arroganza e violenza: pane quotidiano che diamo da mangiare troppo di frequente a questi bambini e a questi giovani.
Se non sviluppa nei bambini e nei giovani il senso del dovere, se c’è sempre chi fa le “cose” al posto loro, se c’è sempre chi li tutela e li difende anche quando sono indifendibili, si esalterà solo la loro onnipotenza e in questo modo struttureranno una modalità distorta di relazionarsi con gli altri, senza sviluppare un senso di responsabilità e quindi confini e limiti.
Per questo, oggi tanti bambini e tanti giovani, sono pericolosi per se stessi e per gli altri e agiscono anche in maniera completamente inconsapevole o da “innocentemente” violenti e pericolosi, come se fosse tutto dovuto, come se nessuno possa dire niente a questi bambini e a questi giovani.
I “no” e le regole da rispettare sono fondamentali per uno sviluppo equilibrato, senza gli eccessi, la paura e le umiliazioni dell’educazione dei nostri avi, che sono servite a poco, se non a creare altri tipi di problemi. Una difficoltà di un figlio nel quotidiano, un brutto voto preso a scuola, una scarsa prestazione sportiva, sembra siano diventate una valutazione sulle capacità genitoriali: nessuno può dire niente, nessuno può obiettare, anche perchè il tutto è vissuto come un attacco alla propria persona e al proprio figlio, Insegnanti e Allenatori compresi.

“L’aspetto più preoccupante di questa new generation, del loro mondo reale e del loro mondo virtuale, è legato al fatto che abbiamo davanti bambini e adolescenti adultizzati da un punto di vista cognitivo e infantilizzati da quello emotivo e questa discrepanza, questa distanza che c’è tra l’emotivo e il cognitivo, crea conflitto, disagio e in alcuni casi disadattamento”.

Caro bambino, caro giovane d’oggi metti da parte per un po’ il cellulare, leggi, informati, creati un hobby interessante, fai del movimento, impegnati, non adagiarti: la vita è fatta di impegni morali di obblighi e di doveri. Fare il proprio dovere fa salire il livello di autostima, fa scoprire la forza e la bellezza che portiamo dentro, ci fa sentire uomini e donne compiuti, in armonia con la comunità nella quale operiamo.
Il dovere è la carta di credito di un cittadino, in molti casi il dovere presuppone l’ubbidienza, soprattutto quando la pigrizia o la superficialità s’impadroniscono delle nostre leve di comando.
Viviamo in una società dove spesso l’ubbidienza è diventata un ricordo sbiadito e dove si cerca sempre di far prevalere quella furbizia un po’trasgressiva che ci rende importanti, ma…….. è una gioia effimera!

Prof. Maurizio Mondoni