Dolomiti Energia, disfatta russa: il Lokomotiv Kuban domina 97 – 69

Fonte: Corriere del Trentino di Stefano Frigo

 

Otto minuti su quaranta giocati da squadra quantomeno credibile e poi un’ottima amichevole di metà settimana concessa agli avversari.

L’Aquila crolla sul campo del Lokomotiv Kuban in quel di Krasnodar (97-69 il risultato finale), e se è pur vero che gli avversari possono contare su un roster di assoluto spessore, è altrettanto vero che in pochi si sarebbero potuti immaginare una differenza qualitativa così importante.

Trento è riuscita ad arginare i padroni di casa solo per una parte del secondo quarto, salvo poi pagare a carissimo prezzo un avvio disastroso e lo sforzo profuso per la parziale rimonta.

Coach Maurizio Buscaglia parte con un quintetto formato da Forray, Shields, Sutton, Beto e Lechthaler; pronti via e i padroni di casa vamio subito sul 5-0, Sutton dalla lunetta fa uno su due (5-1), Forray perde due palle di seguito, cosa più unica che rara, e la Lokomotiv non perdona (14-4) con Antinov che centra una tripla subendo fallo da Lechthaler.

Gutierrez ha assorbito l’infortunio subito a Sassari ed entra in campo insieme ad Hogue, Trento però semplicemente non difende e dopo sei minuti di gioco il tabellone dice 24 per i russi, 6 per la Dolomiti.

Non basta, ecco il più venti (26-6), l’Aquila rialza un po’ la testa e il primo quarto si chiude sul 29-16.

Si torna in campo e i bianconeri continuano a rosicchiare punti (30-22) e torna definitivamente in partita (30-26).
Hogue, Silins e Flaccadori sono fattori determinanti della rimonta, proprio Silins completa il capolavoro con il pareggio sul 30.

Kuban si risveglia da sonno profondo e sono di nuovo dolori (45-31), i russi sembrano giocare al gatto con il topo e in casa Aquila si spegne di nuovo la luce. A metà partita la Lokomotiv conduce 45-32 ma il peggio deve ancora venire.

Dopo 25 minuti i padroni di casa sono addirittura sul 63- 37, il terzo quarto si chiude 71- 47. Completamente inutile l’ultimo periodo con Buscaglia che concede maggiore spazio alle cosiddette seconde linee senza ottenere nulla di positivo.