Dopo il debutto in Serie A, Zanelli programma la laurea

Fonte: La Gazzetta di Brindisi di Franco De Simone

 

A scuola da Frank Vitucci, l’head coach dell’Happy Casa Brindisi, per dar vita ad un sogno: giocare in Lega A.

“Era il mio desiderio”.

Alessandro Zanelli a 26 anni, dopo tanto lavoro iniziato, come un po’ tutti, nella formazioni giovanili proseguendo il cammino fino alla A2, l’estate scorsa ha potuto dar vita al suo desiderio.

“Avevo una gran voglia di confrontarmi con chi milita nella massima serie. Da ultimo, ho giocato due campionati in A2, con risultati giudicati (dagli altri) abbastanza buoni; però, il mio chiodo fisso restava quello di misurare le mie capacità in A. A dir la verità, nel corso delle due ultime stagioni ero stato sul punto di coronare il sogno: avevamo avuto dei contatti. A dirla tutta, però, non mi si offriva ciò che desideravo avere: misurarmi sul parquet per capire dove poteva portarmi il lavoro svolto.”

Quindi Brindisi: perché?: “Semplice: parlando con il direttore sportivo Simone Giofrè, e successivamente con coach Vitucci ho capito che era arrivato il mio treno, dovevo solo salirvi e dare corpo a ciò che desideravo.”

E adesso che c’è?: “Continuo a trovare le risposte che volevo. Sapevo bene che il mio ruolo sarebbe stato quello di essere il cambio del play titolare. Sapevo anche che dipendeva esclusivamente da me conquistarmi la fiducia e la stima del coach e che, pertanto, solo lavorando, avrei avuto la possibilità di restare in campo per tutto il tempo che il coach mi avrebbe tenuto sul parquet. Allo stesso tempo, però, ero ben cosciente che avrei anche dovuto lavorare duramente per ritagliarmi spazio.”

Il debutto in A a Milano. E’ stato come se di punto in bianco il sogno prendesse forma e si colorasse. La prima volta in A sul parquet del Forum di Assago. Coach Vitucci, che ha dato il via al battesimo di Zanelli, lo ha lasciato in campo per 15 minuti, durante i quali il playmaker ha messo a segno il suo high: 8 punti 1/2 da 2 e 2/3 da 3.

“Gioia indescribile. Di più, in tutta franchezza, non avrei potuto sperare.”

Dallo scudetto con l’Under 19 al confronto con uno dei play più forti, Mike James: “Dagli americani si impara tanto. Basta guardarli come preparano il lavoro, quasi con una meticolosità maniacale. Adrian Banks, in questo è un vero maestro. Ma non è il solo componente questo roster da seguire continuamente con lo sguardo, per imparare. A Brindisi ho trovato per davvero una gran bella scuola. Sapevo che avrei trovato qualche difficoltà, ma era la mia ambizione ed allora mi sono tuffato per apprendere ogni cosa, in tutta tranquillità.”

Il processo di crescita continua. Nell’ultima gara disputata prima della sosta per le gare della nazionale, a Varese in campo vi è rimasto per 18 minuti.

“Continua il periodo di adattamento, so qual è il mio ruolo e lavoro con la determinazione necessaria perché possa continuare ad imparare più in fretta possibile.”

Quindi il viaggio al Sud: “Mi avevano parlato bene di Brindisi (Spanghero, Sgobba) ma lasciatemelo dire senza alcuna piaggeria, i riscontri sono andati ben oltre quanto avessi potuto solo immaginare. Continuo a vivere emozioni, raramente riscontrate in altre realtà. Il calore della gente qui non ha eguali.”

Cosa fa un ragazzo di 26 anni quando non è in palestra?: “Vivo come tutti quelli della mia età, coltivo le amicizie, non solo con i miei compagni di squadra con i quali ci sto alla grande. Poi studio. Anche quando andiamo in trasferta, in treno, in aereo, mi porto ciò che devo studiare per preparare l’esame all’Università che frequento online per poter accedere da qualsiasi città in cui mi trovo a giocare. Mi mancano due esami alla laurea in Economia aziendale. Voglio darli presto e laurearmi in estate. Ce la debbo fare.”

La gara di Varese è acqua passata: “Una sconfitta anomala. Non accadrà più.”

Significa, quindi, che domenica contro Reggio Emilia si dovrebbe assistere a ben altra prova rispetto all’ultima partita.