Educare a pensare di Maurizio Mondoni

Maurizio Mondoni

EDUCARE A PENSARE

L’educazione al pensare potrebbe essere la chiave di volta in famiglia, a scuola, con gli amici e in palestra.

Ci si deve chiedere quale cultura stiamo promuovendo e quali sono le prospettive che si intendono adottare per sviluppare le capacità di pensiero.
Purtroppo siamo sempre più oppressi e imprigionati da un pensiero che tende a mettere assieme tante immagini e tante idee giuste, ma manca una mente unificante che si trasformi in pensiero produttivo.
Pochi affrontano il “comprendere” come una problematica esistenziale e come un’arte, in grado di ben orientare le azioni più significative e rischiose, quali l’adozione di principi e di valori a cui ispirarsi, l’assunzione di progetti ai quali dedicarsi, la scelta delle persone alle quali donarsi e degli ambienti in cui radicarsi.
Howard Gardner sostiene che nella famiglia e nella scuola non c’è un’adeguata stimolazione della “comprensione profonda” della realtà e si tende piuttosto ad accontentarsi di prestazioni meccaniche, ritualistiche e convenzionali.
Secondo Gardner l’errore grave che si commette quotidianamente ai danni dei bambini, consiste nel focalizzare l’attenzione più sull’apprendere che sul comprendere.
Tutti siamo consapevoli della pericolosità delle “idee sterili”, cioè di quelle idee che sono semplicemente trattenute dalla mente, ma che non sono utilizzate per essere sottoposte a verifica o per ottenere nuove soluzioni.
Non si tratta solamente di insegnare tecniche o metodi di pensiero e di comportamento, ma soprattutto di creare nei bambini la disponibilità a rimettere in discussione le loro concezioni sulla mente e sui processi attraverso cui si costituiscono i pensieri o sulle strategie che possono essere utilizzate, in modo di renderli coscienti delle modalità e dei rispettivi gradi di certezza con cui si fanno delle scelte, si prendono delle decisioni e si sviluppano delle capacità.