Evgeny Pashutin in ritardo, slitta il ritiro di Cantù?

Evgeny Pashutin Foto Ciamillo-Castoria

Fonte: La Provincia

Mancano pochi giorni alla prima uscita ufficiale della nuova Pallacanestro Cantù. Dopo un’altra estate “lunga”, con tanti cambi a livello di squadra e societari si è pronti per iniziare. O quasi. Il primo contrattempo infatti riguarda il visto del nuovo coach, Evgeny Pashutin , che pare avere dei ritardi burocratici che potrebbero mettere in forse la sua presenza al primo giorno di ritiro in programma il 16. La società conta comunque di avere a disposizione l’ex allenatore dell’Avtodor Saratov almeno per il giorno 17, anche se al momento non ci sono certezze, complice anche il mese di agosto che vede rallentate le attività del consolato. La cosa potrebbe comunque generare qualche malumore, soprattutto visto che l’annuncio del nuovo coach fu fatto ormai nel mese di giugno. Ritardo Se ci dovessero essere ritardi le opzioni potrebbero esser due: i primi allenamenti diretti dal rientrante Brienza oppure lo slittamento di un giorno, con il ritiro che inizierà ufficialmente il 17. Se Pashutin dovesse arrivare puntuale o con massimo mezza giornata di ritardo potrebbe scalare di un giorno il raduno quindi, se invece il visto dovesse richiedere più tempo i primi allenamenti verranno diretti dal coach canturino in compagnia di Bolshakov. Ritardi burocratici a palle in molti sono in attesa di conoscere dalle parole del nuovo Ad Popov quali saranno le priorità, le ambizioni e come intenderà in generale muoversi la società. Sarà interessante capire se ci sarà continutà con l’operato di Andrea Mauri, che spesso ha lavorato anche facendo da “collante” tra i tifosi e la società, un tasto spesso molto delicato e un ruolo che difficilmente potrebbe ricoprire Popov. Un altra grana societaria arriva dai cinguettìi oltreoceano di Jeremy Chappell. L’ex capitano biancoblu non ha fatto velate allusioni tramite twitter, ma è andato subito al punto: «E’ triste vedere come ragazzi che spendono tempo prezioso lontano dalle loro famiglie in un paese straniero non vengano neanche pagati». Poco prima, in un altro tweet aveva scritto che si sarebbe rivolto alla Fiba Protesta Per essere ancora più chiaro l’altro ieri ha ritwittato una frase dell’account PLYR Voice, gioco di parole che si può tradurre in “La voce dei giocatori”. Un account che spesso fa il punto sulla situazione dei giocatori e come essi vengono trattati dai team, parlando spesso di mancati stipendi. Il Tweet attaccava Cantù e Avellino: «Perchè ci sono squadre che pensano che siccome “I soldi stanno arrivando” la situazione sia ok? I giocatori possono pagare le bollette e le spese nel modo in cui essi vengono pagati dalle squadre».