F8: Coach Vucinic nella mani di Skyes e Green

Fonte: Corriere dello Sport di Francesca Bandinelli

 

Dei problemi fisici della sua squadra in vista del debutto nelle Final Eight (contro Brindisi) in programma venerdì sera a Firenze Nenad Vucinic, coach di Avellino, non ha fatto mistero.

Sul parquet del Mandela Forum non ci sarà nemmeno Patric Young – lesione parziale della fascia plantare del piede destro – che per almeno sei settimane dovrà concedersi riposo assoluto.

Infortunio del centro statunitense è l’ennesima tegola di una stagione quasi maledetta: se Demetris Nichols, ala piccola alle prese con i postumi di una distorsione alla caviglia (destra) tornerà a disposizione il 3 marzo nella gara contro Trento, sembrano poter stringere i denti il play Lorenzo D’Ercole (distacco parcellare del mignolo della mano destra) e l’ala Luca Campani, nonostante sei punti di sutura in fronte.

Vucinic, unico debuttante tra gli otto tecnici qualificati alla manifestazione, guarda oltre e rilancia:

“Ci troveremo di fronte un ottimo avversario guidato da un ottimo allenatore, Frank Vitucci. E’ vero, abbiamo qualche defezione, ma le sorprese possono comunque esserci, soprattutto in una gara secca”.

Il serbo-neozelandese è pronto ad affidarsi alla coppia terribile Sykes-Green, entrambi capaci di spaccare ogni difesa:
“Saranno i nostri realizzatori a trascinarci in questa competizione: qui non c’è da preparare niente, giochi praticamente in apnea. Ci programmeremo per vincere, perché qui è l’unica cosa che conta, anche se magari sugli spalti potranno esserci tanti tifosi avversari. Siamo consapevoli che di fronte avremo una squadra che arriva sulle ali dell’entusiasmo, alla luce dei cinque successi consecutivi in campionato, ma non potremo avere timore di niente”.

Del resto l’ultima squadra che ha fermato Brindisi, in campionato, è stato proprio Avellino, seppur con soli due punti di distacco. Si dovrà provare a ripetere l’impresa (ma stavolta senza Nichols che quel giorno totalizzò 16 punti) contro la squadra che arriva a Firenze con il maggior numero di turni di imbattibilità, divisa tra il talento di giocatori come Brown e Chappell, il carisma di Banks e l’ambizione di Moraschini.

“Quello che conta è cercare di ritrovare la condizione ottimale di chi sta recuperando” – conclude Vucinic – “già che circa l’impiego di capitan D’Ercole e di Campani c’è un discreto ottimismo”.

Come accaduto nell’ultima sfida giocata contro Brescia, anche in questa prima gara di Final Eight serviranno cuore e coraggio, se non altro per provare ad andare oltre all’anno passato, quando Avellino fu eliminato ai quarti da Cremona.

Luca Campogrande, ala del club campano, prova a trovare la giusta chiave d’interpretazione:

“Sarà una partita dove l’intensità la farà da padrone. In queste competizioni è fondamentale fare un passo in più rispetto agli avversari”.