Fabio Corbani fa il punto sulla stagione della Virtus Roma

Partiamo dal momento che attraversa la squadra: nonostante gli infortuni la squadra combatte contro tutto e tutti come se niente fosse successo. Come arrivate a queste finali?
Il merito di tutto ciò è dei ragazzi che hanno risposto bene alla necessità di trovare una nuova dimensione offensiva e difensiva poiché il problema non è dovuto esclusivamente all’assenza di giocatori, che già di se non è di poco conto, ma anche al fatto che adesso giocano giocatori con caratteristiche diverse che ci hanno costretto nel minor tempo possibile a trovare equilibri con rotazioni più corte e caratteristiche offensive e difensive da inserire in un contesto diverso. Abbiamo quindi dovuto cambiare alcune cose ma la squadra adesso si è adattata, ha trovato risposte sul campo e ogni settimana che passa la situazione va sempre meglio.

Primo anno a Roma e primo traguardo importante raggiunto, come le finali di coppa italia ti aspettavi questo risultato con una squadra giovane e completamente nuova?
Ho sempre molto rispetto sia degli avversari e sia per gli obiettivi della stagione che non erano certo quelli di vincere il campionato né tantomeno di arrivare alle finali di Coppa Italia. Il nostro obiettivo era ed è quello di costruire un gruppo in funzione di un futuro che pensiamo possa essere migliore anche perché la disponibilità economica non può essere più quella di una volta. Ma nonostante questo io ho sempre la presunzione di poter vincere contro chiunque e di provare a raggiungere il più alto risultato possibile e quindi quando mi capita di vincere una o più partite i miei sogni si rafforzano sempre di più e gli stessi diventano traguardi sempre più importanti.
Abbiamo avuto una stagione altalenante con vittorie iniziali in sequenza seguite da un momento di difficoltà e poi di nuovo una serie di vittorie e quando siamo arrivati vicini alle qualificazioni per le finali di coppa ho visto che con tre vittorie consecutive potevamo raggiungere matematicamente l’obiettivo non ho fatto altro che comunicarlo alla squadra ed è diventato un obiettivo importante, bello che si poteva raggiungere e poi averlo raggiunto ci ha dato una grandissima soddisfazione.

Come si prepara una squadra così giovane a degli incontri dentro-fuori come quelli della coppa?
Divertendosi questa è la cosa fondamentale: Ho avuto la fortuna e il merito di vincere la Coppa quando allenavo a Biella con un gruppo di giocatori giovani: siamo andati lì molto determinati, molto leggeri con l’idea di provare a toglierci una soddisfazione ma divertendoci. Qui sarà lo stesso.

Mi dispiace moltissimo che non potrà essere con noi Gabriele (Benetti), ancora in fase di recupero dopo l’infortunio, che è stato uno degli artefici di questo risultato e mi auguro che possa esserci Chessa per lo stesso motivo, se lo merita. Comunque ci proveremo a toglierci delle soddisfazioni…

Passiamo all’avversario: Treviso ha un gruppo importante costruito per vincere, come affrontarla?
Fossimo stati al completo con Gabriele e Chessa sarebbe stata una partita molto interessante perchè avevamo la possibilità di accoppiarci in maniera ottimale e avere dei mis-match favorevoli. Adesso sarà un po’ diverso ma, come ho già detto, ci stiamo adattando e nella mia testa ci sono già delle idee che però vedremo la settimana prossima, prima dobbiamo affrontare Legnano domenica.

Temi comunque qualcosa in particolare del loro gioco
Ho giocato più volte contro Pillastrini, sono 12-13 anni che giochiamo uno contro l’altro quindi credo di conoscere le sue squadre, il suo modo di allenare e il modo di giocare. La loro caratteristica è il sistema di gioco, difensivo e offensivo, poi ovviamente i giocatori sono i protagonisti che possono di volta in volta vincere le partite ma non c’è un giocatore designato a questo. E’ una squadra con un sistema di gioco ben definito, però non basta conoscerlo per vincere bisogna affrontarlo con un altro sistema magari completamente diverso ma che può risultare vincente lo stesso.

Torniamo al campionato: chi pensi possa essere la favorita
I numeri dicono Biella anche se è vero che molti risultati tra le squadre di vertice si sono verificati per episodi nel finale e quindi la classifica poteva essere diversa ma se gli episodi si ripetono a favore della stessa squadra questo è un segnale ed è giusto che quella squadra sia in testa al campionato. Questo però quando parliamo della stagione regolare perché i playoff sono un’altra cosa: si gioca ogni due giorni, a 32 squadra sono lunghissimi, infiniti, ci sono delle variabili diverse che possono influire sul risultato.

Hai notato qualche giovane interessante che si è messo in mostra nel campionato?
Spesso noi consideriamo giovani ragazzi del 93-94-95 che hanno 22-23 anni che nelle altre nazioni non sono più giovani ma la cosa importante è che la Lega di A2 stia dando spazio a questi giovani giocatori per permettere loro di migliorare. Per me i giovani sono giocatori come il nostro Baldasso (’98) o come Federico Massone di Biella o Mezzanotte di Treviglio che devono dirci qualcosa di importante adesso per prevedere che possano diventare domani giocatori di alto livello.
Posso parlare più approfonditamente di Tommy (Baldasso) perché lo vedo tutti i giorni; siamo molto contenti di lui perché dall’inizio dell’anno ha fatto tantissimi progressi ma non parlo di progressi tecnici, nel tiro nel palleggio, nel passaggio, queste sono cose che o giocatori devono avere già dentro, che migliorano piano piano. I veri progressi che ha fatto Tommy sono nell’atteggiamento, nella mentalità, nel modo in cui affronta il quotidiano, il campionato, il confrontarsi con i compagni, con l’allenatore e il sapersi allenare sulle difficoltà. E’ in una fase di grande progresso da questo punto di vista e proprio oggi gli ho detto che questo progresso, per lui e per quelli della sua età che giocano in questa Lega e che ho allenato gli socrsi anni, non può e non deve fermarsi, i giocatori di questa età devono essere in progresso continuo sapendo che ogni settimana sarà sempre più difficile progredire perché quando migliori raggiungere lo step successivo per migliorare ulteriormente è molto faticoso perché si alza sempre più il livello da superare.
Questa sarà la forza mentale di questi ragazzi capire fino a che punto riusciranno a continuare a migliorarsi, l’allenatore ha una sua incidenza perché li prova a spingere ma arriveranno ad un punto che dovranno essere loro a spingere, ad avere le motivazione per andare sempre più in alto.

Enrico Petrucci