Germano D’Arcangeli ricorda Mario Delle Cave

“Caro Mario,
eccoci al numero sei …. Sono già sei volte che ti chiamo a certificare la mia mediocrità davanti a tutti. Invece di parlare di te per spingere la gente a ricordarti o a conoscerti mi contorco in cose di cui parlo solo perché ne avrei parlato solamente con te. Più cresco più imparo e più diventa difficile sapere cosa dire … soprattutto di te. Alla fine della giornata e tu lo sai ci sono delle cose delle quali proprio non riesco a fare a meno di parlare e mi rifugio in voi due. Tu sai di chi sto parlando.. Per certe cose non servono parole, certe cose si fanno e basta… Certe altre volte non posso proprio più tenerle dentro invece. Credevo, bello mio, che la violenza fosse nelle urla, nelle botte, nella guerra e nel sangue. Adesso so che la violenza è nel silenzio … è invisibile ad occhio nudo , ma il silenzio .. per esempio .. il tuo silenzio è assordante. La violenza è anche il tempo che passa , che non risana le ferite, la sequenza irriducibile dei giorni, il mio impossibile ritorno al passato. Oggi per stupire bisogna proporre qualcosa di stravagante oltre misura… oggi però proprio per questo dopo un giorno sei superato.. dimenticato. Ho il cuore spezzato … vorrei che il tempo non passasse che io potessi tornare a quei vostri momenti..a quel sorriso. Ma non so più come si fa. Mi sfugge. E allora violenza è anche questo… tutto quello che mi sfugge dal controllo, che tace, che non si manifesta. Sto facendo tutti i giorni questa battaglia, ma sto perdendo perché tutto resta opaco sempre… ho veramente paura che sia …per sempre! Ho troppa paura di questo e tu lo sai bene. Qualcuno dice in questi casi che di chi non c’è, se ne fa sempre a meno ed è solo questione di abitudine. Io credo che non ci sia niente di più sbagliato. L’abitudine a contare su una persona, ancora più della persona stessa, è una cosa idelebile . Ti manca da impazzire e non ci puoi fare niente. Hai chiaro cosa poteva diventare se il filo non si fosse interrotto e cosi… non ti rimangono che lacrime e ricordi ancora una volta opachi. Ho per questo la sensazione di perdermi e di perdere tempo e tu sai bene che questo mi fa impazzire. Credo ciecamente in certe cose ma mi sono scoperto incapace di sperare. La speranza è una attesa…è per chi ha fiducia , ti illude insomma. Se hai fiducia in qualcuno hai anche il coraggio di credere che le cose cambino… ma sarà perché non ci sei più te o magari perché ve ne andate tutti ..ma a me le cose non stanno cambiando .. il vento tira solo da una parte e violentemente… e quindi bello mio o vai “in direzione ostinata e contraria” o lasci perdere. Io ho deciso di colpire duro, ma senza di te è sempre più difficile e gli stronzi sono tanti.
Sai Mario, io l’ho capito che devo rinascere ogni giorno e ogni giorno cominciare un nuovo viaggio ripartendo da zero sopportandone il “ dolore” e la violenza… Me lo hai insegnato te e la tua storia, ma mi sono rotto di restare abbracciato al silenzio. Io ti prometto che “ piangerò molto ma che continuerò sempre”…. Ma stasera rispondimi per favore e niente scherzi
Un abbraccio forte forte”
GE