Gherardo Sabatini: “Ho contribuito a portare Martino alla “Effe”, mi aspetto una cena pagata…”

Gherardo Sabatini Foto Ciamillo-Castoria

Gherardo Sabatini, che domenica incontrerà la Fortitudo da ex con la maglia di Piacenza, è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.
Ecco un estratto delle sue parole.

Quella con la Fortitudo per me sarà una partita normalissima Non sentirò aria di derby. Sono molto tranquillo.
Noi stiamo rispettando le aspettative. Non siamo una squadra di primo livello e non siamo stati molto fortunati. Contro Ravenna abbiamo perso di misura una gara già vinta, a Mantova ci siamo persi dopo avere recuperato venti punti e con Udine abbiamo sbagliato troppo nel finale. Siamo abbastanza quadrati, ma non lunghi. Contro una Fortitudo che invece è lunghissima dovremo fare la partita perfetta e non è detto che basterà: oggi l’Aquila è nettamente la squadra più forte del campionato.

Un possibile ritorno in Fortitudo? La Fortitudo probabilmente andrà in Serie A, quindi parliamo di niente.
Non pensa di essere un giocatore di serie A? Vedendo playmaker come Ruzzier a Cremona, che è un buon giocatore ma non ha molto più di me, penso che in futuro magari potrei arrivarci. Ma prima voglio essere considerato un ottimo giocatore di A2.

Il tifo? Sono virtussino. Lo sono sempre stato e lo rimarrò per sempre. La fede cestistica non si cambia. Ma non mi sono mai posto il problema di giocare in Fortitudo. L’importante è non rinnegare la mia fede. Poi vado dove voglio.

A Ravenna ha avuto Martino. Con Martino mi sono trovato abbastanza bene anche se abbiamo avuto i nostri disguidi. A Ravenna ha fatto bene, arrivando in semifinale playoff, quando giocavo io come playmaker. Quella stagione è stata una bella copertina per lui e ha contribuito a farlo diventare l’allenatore della Fortitudo. Semmai dovesse andare in Serie A, mi aspetto una cena pagata…