Ghigliottine social – Il caso Masciadri

Marco Crespi

Fonte: http://www.arcominibasket.com/2018/11/28/carta-bianca-vol-v-ghigliottine-social/?fbclid=IwAR0otmbOTERqhwFWLikJp2nlCvQ4Cz3YCRg5Tg62bTlO1qOf_7xjjzg6_sU

“Voi sete l’omo più moderno de Roma, a maestro Tì, l’avvenire è vostro. “

Questa frase in vernacolo romanesco è pronunciata dal carbonaro Leonida Montanari prima di venire giustiziato da mastro Titta al termine del film di Luigi Magni “Nell’anno del Signore”.

Perché la pronuncia il condannato? Perché aveva preso coscienza che con la restaurazione tutto era tornato come prima e che l’unico acquisto dei moti rivoluzionari era stata la ghigliottina, unico segno dunque della modernità.

Temo che trascorsi i secoli le cose non siano cambiate, i restauratori dei giorni nostri infatti, quelli che “tutto era meglio prima”, utilizzano per lo sfogo il mezzo moderno di ghigliottinamento: Facebook.

Così i Tromboni chiosano dei passi che popolano la NBA , di quanto era un bel momento vedere Larry e Magic mica-come-quelli-di-oggi peggio affermano di “non essere razzisti ma” ci sono troppo coloured nel campionato Italiano sempre tramite la creatura di Zukerberg.

E così arriviamo al caso della settimana: il mancato impiego di Raffaella Masciadri nella sua ultima partita della sua carriera in Nazionale: apriti cielo, partono i tromboni restauratori di cui sopra contro Crespi, contro il palazzo, contro il mondo, chiaramente utilizzando la ghigliottina bianco blu con la F sopra. La cosa forse più avvilente è leggere di larvate accuse di violenza di genere, profferite per altro da una donna e atleta, che rendono ben poco onore al troppe volte vituperato mondo femminile: in un paese che non riesce a stipendiare una donna come il proprio pariruolo uomo, e in cui il femminicidio è all’ordine del giorno, francamente certe indignazioni andrebbero trattenute per cose un po’ più serie di una mancata passerella.

Per come la vedo io Crespi non ha sbagliato nulla, un capo allenatore è stipendiato dalla Federazione per qualificarsi agli europei, non per onorare le glorie passate o presenti che siano,e si è qualificato: e questo con tutta la massima stima per la Masciadri, giocatrice clamorosa e che ha segnato un’epoca assieme a Chicca Macchi: ma un head coach deve pensare alla partita, non alle passerelle, perché di ciò si sarebbe trattato: non vedo nulla di onorevole in 30 secondi concessi a una Donna che ha fatto la storia del basket in rosa, una cosa diversa sarebbero stati i minuti, anche pochi, veri, perché ritenuta ancora una giocatrice utile all’economia della partita, ma i contentini di pochi secondi per una con, se non erro, 193 presenze con l’Azzurro addosso anche no: lasciamo le passerelle agli Under e se si vuole onorare un atleta di siffatto spessore lo si fa con una partita apposita.

Ma devo smentire immediatamente me stesso, la cosa più avvilente dell’intera storia è un’altra: l’ignobile scaricabarile che i vertici federali hanno messo in scena in questi giorni. Sarà che le elezioni si avvicinano, sarà che la pressione dei moderni restauratori è forte, ma è stata veramente una cosa patetica: se un presidente appoggia la stampa contro il proprio allenatore, beh stiamo messi male.

E quindi ? ci rassegniamo a un mondo di tristi abbaiatori di banalità antistoriche (si aggiunga alle precedenti la polemica sui naturalizzati in nazionale, noi che s’è fatto un argento europeo con Dan Gay, un Oro con ciccio  Damiao e un argento olimpico con Nikola Radulovic) e bassi giochini politici? Io dico di no, che l’educazione sportiva e il buon senso possono ovviare al proliferare di soloni che negano l’evoluzione, del mondo e della pallalcesto: dopotutto se nell’800 dopo il congresso di Vienna e le ghigliottine c’è stato comunque il Risorgimento, abbiamo una speranza anche noi, certo servirebbe un Cavour (ho il nome ma non lo faccio nemmeno sotto tortura) ma anche la nostra amata palla a spicchi risorgerà .

Buon Basket a tutti e ci vediamo a gara 6.