Gigi Datome: “I mitomani sono la piaga sociale del secolo”

Luigi Datome

Fonte: Gazzetta dello Sport a cura di Mario Canfora

Gigi Datome, un estratto di vita e del pensiero.

Felicità

«È fare bene il mio lavoro. E non parlo solo della partita, ma anche come mi preparo in settimana. Ma la felicità è anche passare una bella serata con la mia ragazza, un amico, la mia famiglia. O scoprire un cantante, un artista, uno scrittore che ti accende qualcosa di nuovo dentro».

Cosa le manca nel basket?

«Una medaglia con la Nazionale. Rimango un inguaribile ottimi- sta e farò di tutto per ottenerla, finché ci sarò. Ma mi rendo anche conto che sarebbe un’impresa. Intanto, spero di disputare il Mondiale, non è mai successo».

Cosa sono i soldi?

«Tolgono tantissimi pensieri ma ovviamente non tutti, quindi non sono la cosa più importante. Non mi faccio mancare nulla ma non credo neanche di sperperarli. Quando comincerò a ragionare più in base a quanto possa guadagnare che a quanto possa essere felice, sarà il momento in cui comincerò a pensare di smettere».

Social

«Li uso per comunicare, condividere, trasmettere ottimismo e buonumore. Sono quasi sempre su Instagram, è diventato un diario personale aperto a tutti».

Letture

«Vado a periodi. Leggo mediamente tre-quattro libri al mese. Più o meno in una vita se ne leggono 2500-3000, quindi faccio selezione, non posso leggere tutto. Tanti che non riescono a pubblicare il proprio romanzo me lo mandano sperando in un mini ritorno di immagine, dato che ogni libro lo recensisco su Instagram. Colgo l’occasione per dire che non leggo i libri consigliati dagli autori stessi». ” Preferisce la carta? «Sì, ho provato i Kindle ma per tante cose sono tradizionalista».

Capitano della Nazionale

«Lo sono da 6 anni, è un ruolo che sento mio. È una gioia enorme ma anche una grande responsabilità, cerco di farlo al meglio per i miei compagni e per tutti quei bambini che, come me alla loro età, sognano l’azzurro».

Contro i mitomani

«I mitomani sono la piaga sociale del secolo. Tanti parlano di cose che non sanno o si spacciano per chi non sono. Vedo poca onestà intellettuale e tanta presunzione. Così si cresce poco. E i social in questo non aiutano».