Gli “issimi” della Nazionale coi baffi (di Raffaele Baldini)

Sacchetti

Niente da fare, l’indole latina ricama superlativi nel giornalismo sportivo come le volute del miglior Barocco pugliese o siciliano. La Nazionale italiana di basket fa filotto e fioccano parole come “miracolo”, “rinascita”, “redenzione”…forse la parola più appropriata sarebbe “erezione”, quella incistata in ogni appassionato e che si fonda su un desiderio infinito di veder la luce in fondo al tunnel del movimento. Senza per forza spargere bromuro (anche l’entusiasmo aiuta a vivere meglio), bisogna guardarci allo specchio e dire che le avversarie affrontate non sono test probanti; nemmeno la Croazia delle seconde-terze linee può rappresentare un “animale” di grossa taglia. Anche il Presidente FIP Gianni Petrucci è scivolato in un “barocchismo” vecchia maniera, quello cioè che incorona il nuovo, ergo Meo Sacchetti, come l’allenatore panacea di tutti i mali (troppo presto Presidente!). Tutto stride, non foss’altro che il baffuto timoniere della Vanoli Cremona vive di sobrietà ed equilibrio; proprio nell’esaltazione della normalità risiedono molti dei benefici dai quali Della Valle e soci hanno attinto a piene mani. Con Sacchetti ogni giocatore è libero di esprimersi, ha la mente libera da stress indotti o da dogmi tattici portati all’eccesso, ogni errore sui 28 metri di parquet è fisiologica parte del gioco. Punto.

Mi immagino i “big” della nostra pallacanestro da oltreoceano, o dal resto d’Europa, attenti a carpire cosa renda tutto così sereno in Nazionale. Riusciamo con i nostri superlativi ad appesantire preventivamente ogni fardello sportivo, etichettiamo prima ancora di capire com’è la merce, classifichiamo senza aspettare gli eventi. Ed è così che le logiche federali, unite alla preponderante esigenza dell’Eurolega, hanno confezionato alle penne degli addetti ai lavori il più comodo bersaglio da colpire con sprezzante ironia. Invece i ragazzotti c’hanno dato dentro, pregni di quell’orgoglio che li spingeranno a guardare dritti negli occhi i vari Belinelli, Gallinari, Datome dicendo: “va bene, adesso ci togliamo per lasciare la scena a voi, ma ricordate chi vi ha portato fino a qui.”

Accumuliamo quindi dosi massicce di autostima, scegliamo il basso profilo per non scottarci nuovamente, magari perché no allineandoci alle direttive del coach, mitigando i toni e non esasperando le vittorie o le sconfitte. Vivremo sicuramente meglio…

Direttore Raffaele Baldini