Il crollo dei giganti: Villanova è fuori

 
Nella notte si sono disputate ben dieci partite del second round che hanno mostrato al mondo le prime cinque squadre delle sweet 16. 
I favoriti dell’Università di Gonzaga continuano il loro cammino verso le final four vincendo per 79-73 contro Nothwestern. I ragazzi di coach Few entrano in campo come avevano finito la loro prima partita e Fano subito degli avversari ciò che vogliono: infatti la prima metà di gioco finisce sul 38-20 per i Bulldogs. Chris Collins nell’intervallo deve aver detto qualcosa ai suoi che li ha spronato a cambiare atteggiamento e a rientrare solo con un obbiettivo: vincere. Il secondo tempo si gioca praticamente solo in una metà campo con Northwestern, guidata da McIntosh , si porta a meno cinque punti a 5:31 dalla fine. Timeout di coach Few per cercare di sistemare le cose e così alla ripresa del gioco Northwestern non riesce andare a segno per due minuti e quarantanove secondi. Rimonta svanita e Gonzaga alle sweet sixteen dove affronterà West Virginia. I Mountaineers mettono in campo fin dalla palla a due  una pallacanestro solida fatta di una grande pressione e di circolazione di palla tanto da vincere entrambi i tempi sui Fighting Irish senza mai andare in seria difficoltà; la partita infatti finisce sul punteggio di 83-71 per Notre Dame che guidata da un incredibile Bonzie Colson da 8 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata, 1 persa e 27 punti continua a partecipare al ballo di fine anno. 
L’altra semifinale del torneo a West sarà fra Xavier e Arizona dopo che i primi hanno vinto 91-66 contro Florida State, e i secondi 69-60 contro St. Mary’s. 
I Musketeers non hanno alcun tipo di problema a fare letteralmente in brandelli i Seminoles grazie a una difesa a zona che è andata dal primo minuto all’ultimo e che Florida astate non è riuscita praticamente ad attaccare, a un parziale nel secondo periodo di 12-0 aperto dalla tripla di O’Mara che ha messo definitivamente sulle gambe i Seminoles, a un Trevon Bluiett da 6 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse e 29 punti in 36 minuti. 
Arizona invece ha visto una partita a due facce: infatti se era sotto di un punto (29-30) a termine della prima frazione di gioco, poi nella ripresa ha recuperato e si è portata in vantaggio fino a vincere la partita con un gap di nove punti a favore. I Wildcats quindi si dimostrano ancora una volta una scheggia impazzita capace di fare sia il bello che il brutto tempo, mentre l’unica nota positiva per St. Mary’s sono i 19 punti di Landale che è top scorer della partita. 
Butler ribalta i pronostici della vigilia, dati sia dagli scontri durante la regular season sia dalle posizioni occupate dalle due franchigie nel ranking nazionale, vincendo contro Middle Tennessee per 74-65. I Bulldogs riescono a portare a casa tutti e due i tempi dando prova di grande forza e di saper gestire la gara, ricacciando via a meno dieci gli avversari quando questi tornavano a farsi pericolosi. La differenza è stata fatta dalle percentuali e da quelle oltre il perimetro in particolare da dove Middle Tennessee ha tirato con un 4/19, mentre Butler con un 8/15. 
Partita molto combattuta invece quella fra Purdue e Iowa State che si chiude sul 80-76 per i Cyclones  che riescono, in quale modo, a gestire il vantaggio accumulato nel primo periodo e a respingere l’assalto dei Boilermakers che nel secondo tempo si sono imposti per 45-36. La rimonta è stata guidata da Swaingman che ha finito con un’altra doppia doppia da 12 rimbalzi e 20 punti, doppia doppia annullata completamente dalle prestazioni di Burton (25 punti) e Thomas (20 punti). 
Florida vince contro Virginia nella maniera più strana per una partita di march madness: infatti vin e grazie alla difesa. Concede a Virginia solo 39 punti in 40 minuti e ne segna 65 che gli permettono così di portare a casa il biglietto per le sweet sixteen. In particolare i Gators sono scappati a fine primo tempo con un incredibile parziale di 21-0 grazie a una difesa che ha concesso praticamente solo tiri dall’arco dove i Cavaliers hanno segnato 1 tentativo su 15. 
Al Keyback Center di Buffalo succede l’impensabile: Villanova, i campioni in carica, vengono battuti 65-62 da Wisconsin grazie a un tiro libero a pochi secondo dalla fine di Vitto Brown che sancisce la fine della stagione per i Wildcats. La pratica è stata chiusa da Wisconsin proprio alla fine quando Villanova, forte di soli sette giocatori, è rimasta sulle gambe, senza fiato nei polmoni e ossigeno nel cervello. Così quest’anno ci sarà sicuramente una nuova squadra sul tetto del basket college americano, ora tocca solo al tempo dirci chi sarà. 
 
Davide Maggioni