Il G.M. Santoro: “Non eravamo stati costruiti per la salvezza, ma se non miglioriamo è la realtà”

Fonte: Giornale di Brescia di Cristiano Tognoli

 

La stagione della Germani Brescia si ferma.

Il prossimo impegno sarà solo il 3 marzo, a Pesaro, anche se fino a settimana prossima non ci sarà alcuna sosta negli allenamenti anche per sfruttare la presenza dei Nazionali (Vitali, Abass e Sacchetti) che poi lasceranno il gruppo per andare a caccia dei Mondiali.

Non è il momento di bilanci definitivi, ma a 11 giornate dalla fine, e come sempre quando il pallone per un attimo smette di rimbalzare, le analisi si fanno più lucide, razionali.

Il general manager Sandro Santoro ha accettato di farne una.

“Le aspettative” – dice il dirigente nativo di Mesagne – “Erano altre. Non possiamo essere soddisfatti di quanto fatto da inizio stagione a oggi. Ora ci aspettano undici giornate che saranno una guerra, su campi caldi come Pesaro che si giocala salvezza, Trento che è in risalita, Torino e Cantù che parevano in difficoltà e invece stanno continuando a vincere. Noi non siamo stati costruiti per la salvezza, gli obiettivi erano altri, ma la classifica ci dice che siamo al di sopra dell’ultimo posto pur senza essere ancora al sicuro e al di sotto dei playoff. Questa è la realtà e bisogna prenderne atto”.

“Siamo una squadra che si rilancia con tre vittorie di fila e poi perde in casa con Trieste e ad Avellino avendo toccato anche il +12. Talento ne abbiamo, ci manca qualcosa a livello mentale. È lì che dobbiamo continuare a lavorare perché anche se non manca più tanto tempo alla fine, sono convinto che si possa ancora migliorare. Lavoriamo tanto. Non è la quantità il nostro problema, magari dobbiamo alzare la qualità.”

“Le caratteristiche e la storia dei nostri giocatori dicono che non avremo magari degli specialisti al tiro da 3, ma nemmeno sono giocatori da percentuali cosi negativi come stiamo avendo. Può essere” – argomenta il general manager di Brescia – “Una tipologia di sistema nel quale alcuni non si sono calati o noi non abbiamo capito come trarre profitto da loro. Tiriamo male non solo per scelte, ma a volte sbagliando anche tiri aperti. La fiducia in questo momento viene meno anche in chi ha sempre avuto certezze mentali granitiche. Penso a qualche errore di Sacchetti ad Avellino nel momento caldo. Nello sport capita che se lavori tanto e poi non riesci a raccogliere i risultati, finisci per non avere fiducia ed energia. La chimica che c’era l’anno scorso, non si è ancora creata”.

“Siamo comunque in 9 e inserire adesso un decimo giocatore, se non valutiamo che possa davvero migliorarci, non ha senso. Vediamo cosa succede nelle prossime 3-4 partite. Dovessimo vincerne 2 o 3, ci metteremmo al sicuro sul discorso salvezza e potremmo allora aprire altri scenari anche sul mercato. A meno che non ci sia un’occasione per un giocatore sul quale fare già un discorso anche per la prossima stagione. Ora dobbiamo alzare il nostro livello di qualità. Possiamo e dobbiamo sfruttare questa pausa per farci trovare pronti, sarà una primavera caldissima. Da battaglia”.