Il “mancinismo” nello sport

Manu Ginobili Foto Ciamillo-Castoria

Premessa

Nonostante sia studiato da moltissimi anni, il mancinismo rappresenta ancora un grande mistero e quello che sappiamo è che c’è una componente genetica che porta a utilizzare la mano sinistra, il piede sinistro, l’occhio e l’orecchio sinistro. Si tratta di una prevalenza dell’uso dell’emisfero destro del cervello in alcune attività: i mancini quindi, oltre ad utilizzare di più la mano sinistra, usano di più occhio e orecchio sinistri. Non esiste però un singolo gene del mancinismo, quanto una predisposizione ereditaria complessa e ancora sconosciuta.

L’organizzazione cerebrale dei mancini è diversa rispetto ai destrimani:

 nei primi, in circa un terzo dei casi, è l’emisfero destro, che controlla il lato sinistro del corpo, a essere anche responsabile dell’uso del linguaggio;

 nei secondi l’emisfero linguistico è sempre il sinistro, che controlla il lato destro del corpo.

Il mancinismo è un fenomeno biologico che si manifesta con la preferenza motoria, assoluta o relativa, per gli arti di sinistra. Una persona mancina si trova più a suo agio a eseguire movimenti con il lato sinistro del corpo; si stima che dal 5 al 10% della popolazione mondiale sia mancina, segno che non è una caratteristica legata alla cultura, bensì alla biologia. Esistono diversi gradi di mancinismo:

• c’è chi lo è in assoluto, cioè utilizza il lato sinistro del corpo per compiere una qualsiasi azione;

• c’è chi lo è solo parzialmente, ovvero alterna l’uso dei due lati;

• ci sono preferenze che riguardano l’uso di una mano, di un piede, di un occhio o di un orecchio. È possibile rilevare i primi segnali del mancinismo già da piccolissimi o addirittura prima della nascita; ovviamente l’essere mancini appare evidente man mano che si cresce ed è importante che i genitori assecondino la preferenza manifestata dal bambino. Vantaggi e svantaggi del mancinismo È innegabile che, in una società come la nostra che è organizzata in funzione dei destrimani, i mancini si trovino davanti a tante difficoltà. Ogni persona mancina è costretta a fare i conti anche con piccoli ostacoli riguardanti la vita di tutti i giorni. In passato, a scuola, spesso i bambini mancini erano messi sotto pressione dagli Insegnanti affinché usassero la mano destra per scrivere. Oggi capita davvero raramente, perché la consapevolezza dell’importanza di assecondare l’attitudine del piccolo, ha permesso di capire che non serve a nulla costringere il bambino a omologarsi agli altri. La scienza ha da tempo dimostrato che essere mancini, parlando da un punto di vista neurologico, ha numerosi vantaggi: – maggior creatività; – un pensiero più rapido; – una miglior attitudine a risolvere i problemi. In qualunque campo, mancino è sinonimo di genio, basti pensare ad Albert Einstein e Leonardo Da Vinci e a dispetto delle sue origini semantiche il mancinismo nello sport è molto ricercato. Il segreto del successo dei mancini nello sport dipenderebbe dall’incapacità di adattamento dei loro avversari: nelle gare più veloci sono molto avvantaggiati. Forse proprio per “l’effetto sorpresa” sui loro avversari, più abituati ad avere a che fare con giocatori destrimani, gli atleti mancini sono ben rappresentati nello sport ad alto livello. I mancini possono pensare più rapidamente ed essere in grado di utilizzare entrambi gli emisferi del cervello, in modo più facile ed efficace. I mancini sono più rapidi nell’elaborare le informazioni tra i due emisferi e stabiliscono connessioni più veloci tra l’emisfero sinistro e l’emisfero destro del cervello e questo porta ad un’elaborazione delle informazioni più rapida. I mancini si comportano meglio rispetto ai “destri” nel pensiero divergente (la capacità di pensare a diverse soluzioni per un unico problema), che è una caratteristica cognitiva della creatività. Secondo uno studio inglese, il cervello dei mancini avrebbe un emisfero destro più sviluppato: si tratta della zona cerebrale maggiormente coinvolta nel pensiero creativo. Ma c’è un altro possibile collegamento tra il mancinismo e la creatività: alcuni bambini, crescendo da mancini e vedendosi diversi dai loro compagni, possono aver sviluppato quella è conosciuta come “mentalità dell’outsider”, una tendenza ad avere un’ immagine di sé più individualizzata rispetto a quella orientata al gruppo. Un simile atteggiamento mentale può predisporre una persona a sviluppare qualità come indipendenza e anticonformismo, che gli psicologi hanno collegato all’innovazione ed al pensiero creativo.

Nel tennis Jimmy Connors e Goran Ivanisevic sono stati tali, proprio perché tenevano la racchetta nella mano sinistra. Sembra proprio che il giocatore mancino sia più favorito in campo rispetto ad un giocatore destrimano e per esempio Rafa Nadal, che fuori dal campo usa la destra, ha cominciato a giocare utilizzando la sinistra, portando a casa più risultati. Le lateralità incrociate mano-occhio sono particolarmente frequenti tra i giocatori di tennis di alto livello. Nella pallanuoto i mancini sono molto ricercati a causa della presenza di un’area attorno alla porta riservata al portiere, nella quale sono facilitati nel tirare in porta dal lato destro del campo. Nella pallavolo il mancino è preferito nell’attacco dal lato destro del campo.

Nell’hockey su ghiaccio il numero di giocatori mancini è leggermente superiore a quello dei destrimani, anche perché quest’ultimi impugnano il bastone con la sinistra.

Nel pugilato, nella scherma e nel judo l’atleta mancino è imprevedibile per un “destro” e di conseguenza in molti movimenti è avvantaggiato e confonde l’avversario. Nel baseball e nel cricket sono preferiti i lanciatori mancini per l’imprevedibilità dei loro movimenti. Il 25% dei giocatori della Major League di baseball usa la mano sinistra (hanno tempi di reazione più rapidi) Nel calcio molti giocatori sono mancini e due nomi spiccano su tutti: Diego Armando Maradona e Lionel Messi. Questi due giocatori, sono più abili a giocare nella parte sinistra del campo, solitamente più trascurata da un destrimane. Certo, ci sono anche molti ambidestri che, indipendentemente dall’essere mancini o meno, al momento di realizzare una rete, utilizzano sia la gamba destra che la sinistra. Nel basket, essere mancini comporta il possesso di alcuni “privilegi‘ rispetto ai destrimani: una spiccata creatività, una superiore percezione dello spazio e una maggiore velocità nei riflessi. Ciò fa pensare che gli avversari abbiano meno tempo per adattarsi al cambio di lato o direzione, compensando a loro volta un movimento inatteso. Abituare i destrimani a giocare contro atleti mancini potrebbe ridurre lo svantaggio dei primi e portare a situazioni di gioco più equilibrate. Anche nell’N.B.A. sono molti i giocatori che hanno usato la mano sinistra per tirare a canestro, rubare un pallone o per servire assist ai compagni di squadra: Chris Mullin, Nate Archibald, Toni Kukoc, David Robinson, Bill Russel e Manu Ginobili.

prof. Maurizio Mondoni