Il marchio Beko lascerà il basket. Il CEO Mangiacotti avrà un futuro in Lega?

A fine stagione si concluderà il lungo e proficuo matrimonio tra il basket italiano e Beko, il marchio turco che ha assicurato alla Lega quattro stagioni di abbinamento con una stabilità che non si raggiungeva dai tempi della lunga sponsorizzazione di TIM. La decisione di uscire dal basket italiano e dalla palla a spicchi in generale (oltre alla Bundesliga tedesca, sarà abbandonata anche la sponsorizzazione pluridecennale con la Fiba) è risultato della volontà del quartier generale di Istanbul di concentrare tutte le risorse sponsorizzative sul Barcellona Calcio di cui Beko è sponsor da due stagioni con uno spazio sulla spalla di Messi & Co. che ha indubbiamente un impatto incredibile, vista la visibilità planetaria della squadra spagnola. In Lega si è già al lavoro per reperire il nuovo Title sponsor ed entro poche settimane potrebbe esservi l’annuncio del nuovo marchio a cui intitolare la Serie A.

Il basket italiano perde non solo un marchio importante (che deve essere comunque fiero di avere portato nel nostro mondo nel 2012) ma anche un partner come Federico Mangiacotti, CEO di Beko Italia: non solo un grande tifoso e appassionato ma un manager che ha saputo calarsi nella realtà del basket italiano comprendendone le dinamiche e lavorando per il suo sviluppo (Beko è stato anche partner della Federazione e di alcuni suoi progetti giovanili). Per questo, secondo qualcuno, potrebbe essere proprio Mangiacotti il candidato ideale alla guida della Lega nel caso in cui lo stallo attuale porti a superare l’estate, bruciando di fatto le due candidature forti di Federico Zurleni e Federico Fantini. Mangiacotti è infatti quella figura a 360 gradi che da sempre si va cercando: manager d’azienda ma anche uomo di sport, conoscitore del basket nazionale e internazionale potenzialmente in grado di mettere d’accordo tutti. Una bella occasione.