Il mondo del basket bresciano piange Beppe Belli

Fonte: BresciaOggi

 

Se ne è andato in punta di piedi, come in modo silenzioso e garbato arrivava ad ogni partita.

Beppe Belli, il decano degli allenatori bresciani, è morto ieri mattina all’età di 77 anni all’ospedale di Manerbio dove era ricoverato da qualche settimana.

Era un’anima gentile, una persona per bene, forse un po’ burbero nei modi, ma di un’umanità unica. Una specie di Wikipedia delle minors bresciane: tantissimi i dirigenti che prima di prendere un giocatore gli chiedevano consiglio.

Mancherà la sua figura, oltre che la sua saggezza; sempre in piedi sugli spalti, arrivava in palestra all’ultimo minuto ed era il segnale che a quel punto il match poteva anche iniziare: il “Belli” era arrivato!

Il suo giungere poco prima della palla a due non era un vezzo o un’abitudine: era semplicemente il suo modo di essere, dettato dai tempi, perché poco prima aveva visto un’altra partita, alla quale magari non aveva assistito fino alla fine per vedere quella successiva.

Viaggiava con i calendari di tutte le categorie in tasca e soprattutto nelle ultime annate, quando ormai non allenava più, per Beppe non era importante sapere chi aveva vinto o perso, era fondamentale intuire chi in campo, o in panchina, era migliorato, ossia doveva essere bollato con un bonario ma sentenzioso: “Quello non impara più”.

La sua caratteristica postura che negli ultimi anni si era ingobbita lo contraddistingueva; e dopo l’operazione alle corde vocali, parlava ancora meno del solito, ma quando doveva dire qualcosa sapeva come farsi ascoltare.

Lunghissimo e praticamente impossibile da enunciare l’elenco di squadre da lui allenate: Bagnolo Mella, Bedizzole, l’Euroricambi, il Poncarale, il San Zeno, il Gavardo sono solo alcuni dei team che dalla serie C alla Seconda Divisione si sono avvalsi della sua collaborazione.

Fra i giocatori piace ricordarne uno in particolare, Dario Adami: entrambi bagnolesi, Belli e Adami avevano un feeling del tutto particolare, tant’è che il giovane Adami si dice fosse stato incaricato dallo stesso Belli di tradurre le sue “lezioni” di basket, tenute rigorosamente in dialetto.

“Postela al cartilù” uno dei suoi modi di dire più frequenti, che altro non stava ad indicare il consiglio che dava ai suoi giocatori di “appoggiare la palla al tabellone per essere certo la stessa palla entri con più facilità”.

Belli lascia, oltre all’amato mondo del basket, la sorella Caterina con cui, lui scapolo convinto, ha sempre vissuto. Oggi alle 17,30 alla sala mortuaria dell’ospedale di Manerbio si terrà una veglia; domani con partenza alle 10,15 dall’ospedale i funerali alla basilica di Bagnolo Mella.