Il Poz sulla vicenda Sarri-Mancini: «Mi chiedo se quelli che ora criticano abbiano mai visto due persone, anche di una certa età, litigare…».

Gianmarco Pozzecco (Foto Ciamillo-Castoria)

Fabio Gandini per la Provincia intervista il Poz, spaziando anche nel calcio…

SARRI-MANCINI

«La premessa è che i giocatori, nel calcio come nelbasket, raramente vanno davanti a un microfono dopo la partita a raccontare ciò che si sono detti con gli avversari quando erano sul campo: certe cose nascono lì e lì finiscono. È vero che il mestiere dell’allenatore è un po’ diverso, perché quando sei in panchina hai un ruolo e una rilevanza pubblica maggiore, però aver dato così tanto peso alle parole di Sarri mi è sembrato fuori luogo. Ma la cosa assurda è soprattutto un’altra… Mi chiedo se quelli che ora criticano abbiano mai visto due persone, anche di una certa età, litigare… Ma secondo voi in quei momenti ci si dice cose come “sciocchino” o “cattivone”? È chiaro che può succedere di andare sul pesante. E dire “frocio” a una persona non è bello, ma non qualifica automaticamente chi pronuncia quella parola come un omofobo. Trovo che strumentalizzare un episodio in questo modo sia davvero esagerato».

POSIZIONE

«Conosco Mancini e lo stimo molto. Non conosco Sarri, ma mi piace perché mi sembra un uomo vero. Possiamo limitarci a dire che non è accaduto nulla di grave? Non si sono nemmeno azzuffati».

FUORI ITALIA

«Qui entriamo nel merito della nostra cultura, che è sbagliata perché non sa accettare la sconfitta. E questo particolare è capace di generare cose che altrove non si vedono o si vedono meno. Stadi e palazzetti sono considerati delle zone franche in cui tutto è permesso, anche ciò che fuori, nella vita normale, sarebbe censurabile. Il punto quindi è che all’estero c’è meno tensione e più lucidità nelle reazioni. Me ne accorgo anche qui a Zagabria: quando perdiamo io e Veljko (Mrsic, il capo allenatore anche lui indimenticato exbiancorosso, ndr) andiamo fuori di testa, mentre presidente e dirigenti sono tranquillissimi. Dispiaciuti, ci mancherebbe, ma tranquilli. In questo senso è un altro mondo. Dal quale, noi italiani, siamo davvero ancora lontanissimi».