Il razzismo esiste anche nella pallacanestro! di Maurizio Mondoni

Pallone sgonfio

Walter Magnifico ha pubblicato sul proprio profilo Facebook, in riferimento a dei fatti accaduti al termine della gara del campionato di Under 18 Gold che ha visto protagonista il Real Basket Club Pesaro. “Vivo da sempre nel mondo del basket e ho sempre e fortemente creduto, che lo sport offra possibilità di conoscenza e di socializzazione tra ragazzi anche di culture diverse e in questo senso, può essere inteso come veicolo di valori positivi, di educazione, civiltà ed umanità. In questo momento storico della nostra Società è più che mai fondamentale che esso rivesta un ruolo determinante e che veicoli messaggi chiari e positivi sul concetto di vera integrazione, parola di cui tutti si riempiono la bocca ma che, all’atto pratico, si stenta e non poco ad applicare realmente. Al termine di una partita del campionato regionale Under 18 Gold, le vergognose frasi offensive e discriminatorie che i nostri avversari, dopo aver vinto meritatamente sul campo, rivolgevano a un nostro giocatore di colore”. Integrare significa insultare? Integrare significa offendere? Integrare significa discriminare? Le parole che il giocatore di colore ha dovuto ascoltare e subire, sono forse differenti con gli episodi calcistici contro Kulibaly? Gli insulti che si sentono spesso sui campi di calcio contro i giocatori di colore, purtroppo fanno parte della “non cultura” (non solo sportiva) e stridono con tutto ciò che lo sport o la presunta cultura sportiva italiana ha il diritto ed il dovere di insegnare alle giovani generazioni. La Società ospite nei giorni seguenti al “fattaccio” ha formulato le scuse al giocatore, che da quel giorno ha lasciato la squadra e non è più andato ad allenarsi. Risultato? Abbiamo perso un giovane che amava la pallacanestro, abbiamo insultato gratuitamente un giovane perché era di colore, abbiamo fatto una bruttissima figura! E’ troppo facile insultare gratuitamente e poi scusarsi, così ci si mette a posto con la coscienza! Abbiamo ancora una volta perso la faccia! Ma non importa, ………i giocatori della squadra avversaria si sono scusati, che cosa potevano fare di più? Potevano solo vergognarsi! Non c’è da stupirsi però. Forse oggi ci troviamo in questa situazione perché dovunque (in ogni ambito, sport, scuola, lavoro) si giustificano fin dalla giovane età comportamenti immorali e discriminatori. Ma le Agenzie Educative, che dovrebbero impartire l’Educazione ai giovani cosa fanno? Purtroppo ognuna va per la sua strada, la Famiglia pensa di avere in casa un campione, a Scuola lo sport è discriminato e le Società Sportive educano poco all’integrazione. Siamo ancora molto indietro su questo aspetto e bisognerebbe avere, tutti, più coraggio per poter riuscire a ribaltare le cose e far diventare lo sport un luogo di accoglienza e di integrazione per tutti e non……….pensare solo alla vittoria a dispetto di tutto!

Prof. Maurizio Mondoni