Il “terzo ritorno” di Galbiati sulla panchina di Torino

Paolo Galbiati

Fonte: La Repubblica Torino

 

Paolo Galbiati non ha ancora 35 anni eppure sembra già essere un predestinato: perché ha vinto una Coppa Italia al primo tentativo, ma soprattutto perché ogni volta che l’Auxilium cambia allenatore tocca a lui.

E visto che di allenatori a Torino ne passano tanti ecco che gli spazi per il tecnico di Vimercate non sono mancati. Ieri, per lui, è stato un secondo, forse anche un terzo debutto:

“L’ho vissuto con gran senso di responsabilità. In questi giorni ho pensato solo alla partita, sapendo quanto era difficile giocare a Cremona, contro una squadra libera di testa. Noi non abbiamo abbandonato l’emergenza, e adesso non ci resta che lavorare. Le mie sensazioni? Le partite le vivo a modo mio. Naturalmente ero emozionato e ora mi aspetto una reazione da parte di tutti: i ragazzi sanno di non avere più alibi, si tratta di dimostrarlo in campo”.

Galbiati studia le statistiche, poi scuote la testa:

“Sapete da che momento veniamo, l’unica cosa da fare è chiuderci in palestra e lavorare. La partita? Abbiamo fatto gran fatica; loro hanno giocato con ritmo, mentre noi dobbiamo partire dalle basi. E’ vero, abbiamo avuto buoni momenti in attacco ma anche tanti up and down in difesa; e così Cremona ha potuto punire le nostre tante disattenzioni”.

Il tecnico ha sperato in cuor suo di fare il colpaccio:

“E invece sono arrabbiato, mi spiace, ma ci abbiamo messo troppo poco fisico”.

Intanto, ecco avvicinarsi una partita che può valere tanto in chiave futura, domenica contro Cantù:

“Una squadra che ha talento e ieri ha giocato una gran partita. Abbiamo una settimana per prepararci al meglio. Io comunque voglio ringraziare Brown: l’ho fatto personalmente e lo rifaccio ora. Mi spiace sia finita così perché in questi mesi molto stimolanti ho potuto conoscere un uomo eccezionale e un grande allenatore. Ci abbiamo provato in tutti i modi a far funzionare le cose al meglio”.