Innamorato di Nic Mannion (di Raffaele Baldini)

Mannion Foto Ciamillo-Castoria

Ad un certo punto pensavo di avere la sindrome di Stendhal vedendo quel capolavoro di Nicolo Mannion in mezzo ad una galleria degli orrori. Si, non riuscivo a staccare lo sguardo da quel “rosso” capace di esordire e stare in campo con una naturalezza degna del padre. Non so se mi son piaciuti più gli errori che i canestri fatti; non è un’iperbole, secondo il mio punto di vista le letture cestistiche, a prescindere dal risultato, sono l’argento vivo di un ragazzo dalla personalità evidente. Un impatto così folgorante l’ho visto solo in Luka Doncic al Real Madrid (con le dovute proporzioni), quell’investitura ultraterrena che ti fa realizzare in Spagna una tripla (Doncic ndr.) e in Olanda un canestro dai cinque metri con l’uomo addosso (Mannion ndr.). Lo ha capito anche Romeo Sacchetti che, nel deserto azzurro disperso in terra fiamminga, ha preferito elargire minuti ad un talento fulgido, in grado di attaccare sempre il canestro dal palleggio, animato dal “sacro fuoco” offensivo del papà Pace, con qualche ingenuità ma non disprezzabile nell’aspetto difensivo. Adesso se non vogliamo compiere l’ennesimo scempio dobbiamo sperare che l’America non stemperi cotanto potenziale e che il futuro in Europa sia caratterizzato da minuti di parquet.

Direttore Raffaele Baldini