Intervista a Vitucci, l’ex Coach di Torino

Francesco Vitucci

Fonte: TuttoSport di Piero Guerrini

 

Vitucci è così legato a Torino che oggi lo raggiunge la famiglia. Non sarà una partita normale alle 17 nel basket Day di Torino contro Brindisi.

Il caso si è riproposto: Frank ingaggiato da Brindisi il 14 dicembre 2017 come il 14 del 2015 era accaduto a Torino.
Poi la lite Banchi-proprietà lunedì scorso. Così, con Recalcati è una sfida tutta nuova.

Vitucci, lei si è detto non stupito da Banchi: “Sì, ma vorrei chiudere e andare oltre. Ribadisco, non credo si sia dimesso per paura di Brindisi. In una situazione favorevole di classifica e rendimento ci saranno stari motivi gravi. Posso capirlo più di altri e gli sono solidale. Ma mi dispiace anche per Torino.”

Il gesto di Banchi è un messaggio per il movimento?: “No, è un gesto importante ma circoscritto. Il movimento ha problemi più grossi.”

E’ il suo primo ritorno: “Da un parte lo vivo molto volentieri, in una città che ha colpito la famiglia e me. Dall’altra c’è il rammarico per non aver potuto completare un percorso in cui credevo, forse solo io. Ma ho svoltato. Vedrò volentieri tante persone che ancora mi chiamano. Amici. E mi aspetto un’accoglienza serena.”

Il momento più bello e il più brutto a Torino?: “Meravigliosa la gioia per la salvezza all’ultima giornata. Ricordo volti, sorrisi, emozione di tutti. Il più brutto è legato alla partita di Venezia e agli infortuni che ci sono costati tanto.”

Torino quest’anno è forte davvero: “Attrezzata, di qualità. La classifica rispecchia i valori. Ci sono 5-6 squadre di alto livello, altre 2-3 in mezzo e poi il gruppo di chi sgomiterà fino alla fine per la salvezza. Brindisi tra queste. Le differenze sono poi confermate dai budget, in pochi casi pure dalla programmazione. Classifica molto veritiera. Torino finirà tra le prime 4-5.”

Recalcati ha detto che i tempi sono cambiati e bisogna adeguarsi, nel mestiere: “Sono d’accordo sui risultati. Del resto è più facile cambiare Coach. E il tutto e subito non domina solo nel basket in Italia Se però si aggiungono altre cose allora non va bene.”

Per lei sarà una partita strana: “Sì, ma soprattutto durissima. Dovremo essere quasi perfetti per cercare di competere. Dal mio arrivo è la prima volta che troviamo una squadra di vertice, sono curioso di vedere approccio e reazione del gruppo.”

Un giocatore che toglierebbe a Torino. “Adesso è facile: Patterson ha lampi di talento superiore alla media. Ha qualità speciali. In questo momento tra i primi 4-5 giocatori in A. Sembra giocare in pantofole poi accende la luce, ha visioni di gioco fuori dal comune, passaggi che disorientano una difesa. Poi per affetto toglierei i miei ex ragazzi.”

Si aspetta già cambiamenti da Recalcati?: “E’ un grande allenatore, davvero, ma è presto. Di sicuro ama ruotare molto i giocatori. E’ molto abile nel tenerli tutti in partita.”

Come ha trovato Brindisi e come l’ha cambiata?: “All’arrivo c’era un po’ di depressione, teste basse. In città è molto seguito il basket e si avvertiva delusione. Ma già ora posso dire che si è svoltato, nonostante l’ultimo ko rocambolesco. Abbiamo qualche deficit strutturale, limiti nell’hardware. Ma ragazzi molto disponibili e determinati. Obiettivo salvezza in qualsiasi modo, meglio se non all’ultimo.”

Ha rimpianti, oltre al non aver finito?: “In fase di costruzione cambierei qualcosa, perché eravamo troppo leggeri. E col senno di poi. Sarei meno aziendalista. Punterei i piedi per trovare un giocatore almeno di valore. I cambi prospettati non erano di livello. E piuttosto che un greco o un giocatore di A2 ho preferito investire su Okeke, per il futuro. Mi pare che David stia confermando. Ma abbiamo giocato 7 partite menomati, seppur in condizione. Infatti arrivavamo sfiniti perché pochi. E Atripaldi ed io abbiamo pagato a caro prezzo questo.”