La denuncia di Caja: «Certi club “inventano” i loro allenatori. Nelle Coppe i giocatori sono solo gestiti, ecco il perché dei disastri delle italiane»

Attilio Caja (Foto Ciamillo-Castoria)

Sul Corriere dello Sport a firma Barocci-Pinna, coach Caja denuncia alcune cose non di lieve importanza:

«Le nostre squadre a livello economico sono meno competitive del passato; e gli altri Paesi, come la Germania, sono cresciuti. Siamo fermi a livello economico ma anche a livello tecnico, dove anzi abbiamo fatto passi indietro. Certe società “inventano” i loro coach in serie A. Se mi riferisco a chi mi ha preceduto a Varese (Pozzecco, ndr)? Magari anche a chi mi è succeduto (Moretti, ndr), che per ora è stato bravo fuori dal campo: nessuno ha mosso critiche nei suoi confronti… Forse bisogna essere bravi anche lontano dal parquet… Nelle Coppe poi serve un sistema di allenamento, mentre da noi i tecnici preferiscono gestire i giocatori. Si è perso il modo di allenare di Obradovic, Messina, Pesic, Ivkovic, che hanno sempre impresso una disciplina di gioco alle loro formazioni con un gran lavoro in pale-sna. Le squadre italiane non si capisce che obiettivo abbiano. E nella Coppe, se non hai un sistema, fai fatica. Non puoi sempre sperare di segnare da tre, perché alle prime difficoltà ti sciogli».