La “Fattoria del Basket” secondo gli spagnoli (di Giorgio Gandolfi)

Dc.J e Giorgio Gandolfi

E’ molto usata la parola ‘’Academy’’ quando si parla di settori giovanili, ma ‘’Academy’’ dovrebbe avere un significato molto più ampio, soprattutto nei contenuti, nelle proposte e nella gestione. Domani si terrà a Ginevra l’International Basketball Conference, che organizzo per la terza volta, con ospiti, tra gli altri, come  il Vice Presidente NBA, YouTube, Lega Serie A, partner dell’evento, le Federazioni turche e libanesi e gli Orlando Magic. Uno degli interventi più interessanti  sarà è quello di Josè Puentes, Direttore delle Operazioni e Relazioni Istituzionali del Valencia, squadra di punta del campionato spagnolo, e responsabile di questa Academy. Il suo argomento sarà  la ’’Alqueria del Basket’’,  (www.valenciabasket.com), cioè la ‘’Fattoria del basket’’, l’Academy più grande, innovativa e migliore in Europa. Chiaramente  non guasta che uno degli uomini più ricchi di Spagna, Juan Rojg, abbia creduto  e voluto l’Alqueria,  ma il progetto, gli scopi e l’organizzazione possono essere copiate, anche se su scala minore. ‘’Sono diverse le finalità che ci proponiamo. ’’racconta Puentes, ’’Prima di tutto creare competenza e e sviluppare talenti nel basket., come anche portare al basket decine di ragazzi e ragazze. Ma l’idea è ancor più ampia, cioè far diventare Valencia una città unica in campo nazionale ed internazionale nello sviluppo del basket, come anche creare flussi turistici in città e nella regione attraverso i diversi eventi che organizziamo.’’  Inaugurata da poco più di un anno, sono sempre più numerosi gli scout NBA, che sono andati  e vanno a studiare questa realtà, come anche molti dirigenti di squadre europee (dall’Italia Trainotti di Trento). L’organizzazione non ricalca il solito modello di settore giovanile, ma è una vera e propria società a latere con, oltre ai responsabili tecnici, allenatori, preparatori, medici e fisioterapisti, anche un dirigente  responsabile dell’Alqueria, un addetto al marketing, uno alla comunicazione ed uno al budget. Questo è quello che dovrebbero fare le nostre Academy, cioè creare una vera e propria società a latere, che non curi solo il lato tecnico, ma anche il marketing, la comunicazione, l’aspetto gestionale economico ed i rapporti istituzionali, ed anche organizzi eventi per coinvolgere, con  un progetto definito a medio e lungo termine, comune e regioni, come anche realtà economiche, ma non offrendo il solo nome sulle maglie dei ragazzi.