La Fortitudo italiana di Comuzzo batte anche la capolista Alma Trieste

Stefano Comuzzo

Le vince anche in difesa, Comuzzo, che con la grinta più che i canestri batte Trieste dopo una partita di quasi gestione tranquilla prima, e poi riaperta da attimi eccessivamente soft fino a dover rientrare in vantaggio. Quando, ancora a inizio ultimo quarto, il vantaggio era in doppia cifra. Poi, a riaggiustare una gara dominata prima da Cinciarini e Gandini, è servita la rinascita di un altrimenti stanco Mancinelli. Non basta per la differenza canestri, basta e avanza per il primato in comunità.

Inizio di studio con prevalenza giuliana, poi di colpo accanto a Cinciarini (e ci sta) sboccia un imprevisto Gandini, dominante sia davanti che dietro, ad ispirare il 18-0 di parziale che ribalta un prematuro +6 esterno. Si arriva al 25-13, con tanto di tripla di Fultz dopo assist dietro la schiena proprio di Gandini, che deve uscire dal campo per manifesto desiderio di standing ovation collettiva. E primo quarto che si chiude 25-17.

Si spadroneggia fino al 31-17, quando Bowers inizia a spaccare la difesa da fuori e, davanti, poco si costruisce con gli innesti dalla panca. Trieste si appropinqua, sfrutta un doppio momento di follia di Amici (antisportivo più tecnico, ergo espulsione) per arrivare fino al -1 e ciccare con Baldasso la tripla del pareggio. La F è più voglia che non lucidità, si perde un po’ per strada, ma chiude il tempo avanti, comunque, 39-36.

Senza far particolari scintille (ci pensano già i singoli in campo, mal gestiti da arbitri sempre approssimativi), la Fortitudo riesce a mantenere e lentamente allungare il divario, con la difesa che svuota Green e che non permette a nessun triestino di provare a prendere in mano la partita. Gandini torna a fare bambini baffuti, si torna avanti in doppia cifra, 55-44 al 30’.

Tutto bene, pare, ma il tentativo di rimettere in partita un acciaccato ma fin troppo spento McCamey fa perdere ritmo a Bologna, che dopo essere tornata a +12 concede a Trieste la maniglia della gara trovando negli avversari una mano che ci si aggrappa. Poteva essere facile e diventa difficile, dovendo tornare da Gandini dopo la ciccata di Cavaliero per il pareggio, ma con Green tornato in vita il pareggio è quasi inerziale, a quota 62 a 150” dalla fine. Arriva il sorpasso, poi Mancinelli riemerge dalle cupezze con tripla, recupero e liberi. Sprint, quindi, che si chiude subito con il +4 di Cinciarini, decisivo.