La proposta della Lega: luxury tax sugli stranieri

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Fonte: La Prealpina 

Incentivi economici per chi punta sugli italiani e luxury tax progressiva per chi si affida agli stranieri.

La Lega Basket ha lanciato una proposta innovativa sul fronte eleggibilità. L’idea di fondo è quella di aumentare decisamente l’importo distribuito dalla FIP (490mila euro per il 2017-18, l’obiettivo è arrivare almeno a un milione per il minutaggio e a 2,7 milioni comprendendo anche A2 e B) per chi fa giocare gli italiani.

L’incremento del monte premi arriverebbe grazie ad una quota progressiva per poter schierare a referto ogni straniero in più rispetto alla base minima di 5 italiani e 5 stranieri come accade già ora.

Il concetto di fondo sarebbe interessante, perché permetterebbe ai club di vertice che giocano le coppe europee di costruire squadre competitive senza troppi vincoli di passaporto, e alle società meno ricche di aumentare i ricavi tramite gli investimenti sui giovani italiani.

Gli importi sui quali ragiona la Lega Basket al momento sarebbero però considerati al momento decisamente troppo bassi: 20mila euro per il sesto straniero, 40mila per il settimo, 80mila per l’ottavo e via via fino ad arrivare a 160milaper schierare a referto 12 stranieri su 12 posti paiono decisamente insufficienti per liberalizzare l’utilizzo degli atleti non formati nei vivai italiani nel campionato professionistico.

La Fip ne discuterà in occasione del prossimo Consiglio Federale; ma al di là del problema relativo al numero dei visti (il Coni ne assegna 200 annui alla Fip che ne stanzia 112 per la Serie A, largamente insufficienti per coprire 12 posti stranieri per 16 squadre…) l’ipotesi va nella direzione contraria rispetto alle idee di Boscia Tanjevic di ridurre a 4 gli stranieri in A (oggi sono 5 o 7), o di Gianni Petrucci che puntava sul limite agli extracomunitari (in Spagna ad esempio sono 2, ma con 6 europei) facendo sponda con il Coni.