La Segafredo della prossima stagione sarà una squadra imprevedibile

Fonte: Corriere dello Sport di Luca Muleo

 

La matematica è un’opinione, almeno nello sport. 

E dunque nessuna certezza è data. Ma sulla carta, giocando con i numeri, si può disegnare un potenziale offensivo enorme per la Virtus. 

Giochiamo allora: mettendo insieme le medie punti nei rispettivi ultimi campionati di vecchi e nuovi bianconeri, i primi 9 nelle gerarchie disegnate da coach Sacripanti e dal ds Martelli in sede di mercato, c’è un potenziale che va oltre quota 91.

E già così, a parte le somme algebriche di nessuna affidabilità, si può dire come la Segafredo della nuova stagione sarà una squadra imprevedibile, che non lascerà tanti riferimenti sui quali concentrarsi agli avversari e potrà contare su diverse soluzioni per far male alle altre.

Il perimetro sembra la parte più pericolosa per i bianconeri, che saranno accesi dalle idee di Taylor, playmaker in grado di mettersi pure bene in proprio, come testimoniato dagli 11,7 punti segnati al Banvit. 

Le prime opzioni però saranno rappresentate da Kevin Punter, 11,4 punti all’Aek Atene, che erano 19 in Polonia al Rosa Radom, senza dimenticare i 17 segnati sia in semifinale che in finale di Champions League. 

E Pietro Aradori naturalmente, l’anno scorso leader statistico assieme ad Alessandro Gentile, segnandone 15,7 dopo ogni palla a due.

Perfino lo specialista difensivo Martin viaggiava comodamente in doppia cifra, 13,2 nel frizzantissimo basket di Meo Sacchetti a Cremona, e lo stesso Cournooh, altro profilo da accelerate in difesa, ha toccato quasi quota 7 con Cantù.

È una Virtus pensata per non restare mai all’asciutto, potendo andare nella velocità imposta dal suo playmaker, affidandosi all’istinto dei suoi tiratori, oppure rivolgendosi al gioco spalle a canestro, in area e perfino in allontanamento. 

Il francese MBaye cercherà di ritrovare la mano felice dall’arco, riprendendosi, dopo i 6,4 punti di media segnati a Milano, andature più vicine ai 17,8 di Brindisi, che l’hanno imposto all’attenzione generale. Brian Qvale e Dejan Kravic hanno pie- di veloci e mani educate: 8,1 al Lokomotiv Kuban per l’americano, 11,8 in Grecia al Panionios per il serbo-canadese.

Sanno attaccare spalle e fronte a canestro, nel caso del secondo possono anche accompagnare il contropiede. 

Ma nessuno dimentichi Filippo Baldi Rossi, 6,2 nella passata stagione al ritorno bianconero, partendo dall’inizio e senza intoppi, costruendo una forma strutturata dall’avvio, potrà rivelarsi di nuovo il giocatore utile a migliorare la qualità della manovra e anche a concludere all’occorrenza.