I Lakers di Lebron James

Lebron James

Fonte: Superbasket.it a cura di Andrea Del Vanga

Se sei un GM NBA e riesci a portare in squadra LeBron James, hai sicuramente fatto bene il tuo lavoro (anche se sono di questi giorni le dichiarazioni di Jerry West, ora ai Clippers ma per una vita ai Lakers, che ha detto che la firma di James non è stata difficile, visto il desiderio del giocatore di andare a Los Angeles).
Il duo Magic Johnson-Rob Pelinka ha profondamente cambiato i Lakers in poco tempo ed è riuscito a prendere il free agent per eccellenza della NBA, quel James che porta successo, soldi e attenzione mediatica ovunque vada a giocare.
Quello che è seguito l’arrivo di James ha lasciato qualche tifoso e qualche addetto ai lavori perplesso. Sono stati messi sotto contratto per un anno Kentavious Caldwell-Pope, Rajon Rondo, Lance Stephenson e JaVale McGee. Se per il primo si tratta di un giocatore già presente a roster, buon tiratore e difensore, gli altri 3 sono giocatori di sicuro talento ma anche di non facile gestione. La situazione in casa Lakers è molto fluida e sicuramente legata alla trattativa per Kawhi Leonard, promessosi ai Lakers ma per il quale non sembra facile un arrivo questa estate. Di certo la permanenza di Paul George a Oklahoma City ha cambiato i piani nell’immediato per Magic e Pelinka. Impressione è che si sia scelto una linea attendista per attaccare in maniera decisa la free agency del 2019 che proporrà lo stesso Leonard, Klay Thompson, Kris Middleton, Jimmy Butler (non si mette Kyrie Irving nella lista, vista l’impossibilità di rivedere lui e James nella stessa squadra).
Nei giorni scorsi Pelinka parlava della volontà dei Lakers di costruire una squadra pronta a battere i Warriors sul terreno della fisicità e del controllo di palla. Di certo se il roster dovesse rimanere questo ci sono delle criticità (il dualismo Rondo-Ball, la difficoltà dello stesso Rondo nel giocare a fianco di James, giocatore che come lui chiede la palla costantemente in controllo, la mancanza di tiratori).  E’ probabile che questo possa essere un anno interlocutorio in attesa del 2019 e le scelte di tutti i contratti annuali sembrano portare in quella direzione.