Le nostre pagelle su Cantù

FORST CANTU’

Alex Acker: 4.5. Deleterio. In attacco fa 0/4 dal campo e in difesa lascia passare chiunque gli passi vicino: Simon e Dragic su tutti.

Salvatore Parrillo: S.V. Se avesse messo quella bomba a fine primo tempo…

Marco Laganà: S.V. Solo due minuti ma non li sfrutta per dimostrare ai suoi allenatori il suo valore.

Fran Pilepic: 5. Solito croato: se non messo in ritmo dai compagni, quasi nullo. In difesa è un telepass e i cinque falli sono l’emblema di tutto ciò. La domanda è questa però: perché si è deciso di cambiare sempre?

Pat Calathes: 7.5. Ottimo esordio per l’americano naturalizzato greco, anche se quelle due perse banali avrebbero potuto dare un volto diverso alla partita.

Craig Callahan: 6.5. Cuore di capitano: gioca poco per i problemi alla schiena ma è un leone, anche quando è al fianco di Sodini.

Vaidas Kariniauskas: 5. Nella tripla apertissima presa e sbagliata c’è tutto il lituano: un ottimo difensore ma un inesistente attaccante, peccato che si chiami palla a canestro e se non la butti nel cesto…

Tremmell Darden: 7. E’ quello che gioca più di tutti, praticamente non lascia mai il campo, ed è l’ultimo a mollare, anche se un paio di lay up sbagliati nel primo tempo hanno condizionato leggermente il suo voto.

Zabian Dowdell: 7. Solita partita in crescendo di Dowdell: 14 punti e 7 assist per lui.

JaJuan Johnson: 7.5. JJJ è il termometro di questa Cantù: nel momento in cui nel terzo quarto si è preso un attimo di respiro offensivo, anche per merito degli avversari, la Forst è calata a picco.

All. Kiril Bolshakov: 6.5. Discreta gestione del tecnico ucraino che prova a tenere in partita i suoi fino alla fine ma la sua panchina non può reggere il confronto con quella infinita di Milano, soprattutto quando Acker e Pilepic ti steccano completamente la serata.

Alessandro Saraceno