Le pagelle dell’EA7 Milano

CINCIARINI 7: Regia che non trema, guida morbida e aderente all’asfalto, comanda il contropiede, premia i tagli sotto canestro dei compagni(6 assist) e non soffre il tiro di Ivanovic.

HICKMAN 6,5: Vista la serata dolce, si abbandona ad avventure pericolosissime tornando a perdere palloni deleteri in ingorghi dove non dovrebbe cacciarsi. Ma sono danni sul +10 abbondante e nel terzo quarto, coi compagni in calo, produce sostanza.

SIMON 6,5: Brandisce il bisturi davanti a Tepic, pennella i suoi arcobaleni in taglio e i suoi semiganci mancini al miele per poi dedicarsi al lavoro di cucitura.

PASCOLO 7: E ora l’alma mater, la Trento che lo ha fatto diventare giocatore di livello, per vedere se il magico momento continua. Corona un quarto di finale onirico con cifre irreali (16 punti in 20’con l’80% da due e il 33% da tre), distribuendo lezioni sulla linea di fondo. Chiude in calo.

RADULJICA 7: I peccatucci di omissione a rimbalzo sono davvero veniali rispetto alla produzione offensiva, questa volta facendo il regista aggiunto dal post alto, la specialità di casa serba. Intesa perfetta con Pascolo ma il tecnico sul 36-58 sgasa lui e tutta l’Olimpia. Evitare.

KALNIETIS 5,5: Gli consegnano una fuoriserie lanciata in autostrada e non gli par vero di prendere curvoni e tornanti a tutta velocità, rischiando di deragliare a ogni passo e lasciando il solito spazio a Diener. E tira sempre storto.

ABASS 5: Timbra la tripla del +14 alla fine del primo tempo, auspicio per la semifinale che verrà, visto che lo scontro con Trento sarà per fisici bestiali come il suo. Il resto è robetta.

MACVAN 7,5: Lo “sciabordìo” del Tirreno a poco a poco lo ha rinfrancato, l’avvio boom di Pascolo gli toglie ansie dalle spalle, la mano tornata rotonda fa il resto. Punti di piombo quando la palla pesa. Killer

MCLEAN 6: Vero è che i rimbalzi continuano a volargli sopra la testa, ma è il primo a beneficiare dell’Armani da corsa, volando a rimorchio in contropiede

REPESA 7: Allora si può. Tornare ad attaccare con raziocinio e geometrie, devastando l’area orlandina coi tagli e i giochi alto-basso, con la durezza difensiva sufficiente per questo livello. Ma le amnesie di gestione a rimbalzo persistono. L’Aquila, in semifinale, sarà altra cosa.