Le pagelle di Trento

Craft 7.5: Forse è il giocatore che più di tutti, a livello tecnico, dovrebbe soffrire la mancanza di Baldi Rossi e Marhle: ma Aaron è uno che ama competere, così avere davanti uno dei migliori playmaker in Italia (Maynor) basta e avanza a fargli dimenticare ogni suo limite. Craft segna 16 punti, distribuisce 10 assist (nuovo record storico per Trento in A), ruba palloni (3). E va vicino alla giocata della partita con una rubata nel finale: i 15 tiri tentati sono un’infinità, ma lui sa di dover dare un contributo alla causa anche al di là dei suoi punti di forza.

Forray 6.5: Da lontano non è serata (0/3 da tre), ma ancora una volta quando c’è da fare lavoro sporco (anche in area), Toto è il primo a presentarsi: 6 punti e una difesa su Maynor e Johnson al limite delle proprie, immense, possibilità. Capitano vero, fino in fondo.

Gomes 6: Silenzioso e implacabile, Beto si riscopre decisivo con una prestazione di altissimo livello, che però finisce, di fatto, in un primo tempo giocato alla grande dal portoghese. In difesa annulla Eyenga e produce recuperi e stoppate, in attacco si fa trovare pronto: poi però qualcosa si spegne. Peccato, perché quando tira la tripla del potenziale vantaggio nel finale la mano è evidentemente freddina.

Sutton 7: È lui a segnare ogni parziale positivo dei bianconeri: che sia chiudendo al ferro un contropiede o colpendo dal perimetro cambia poco, Sutton non molla un centimetro e gioca come sempre a tutta. I limiti tecnici sembrano sempre meno «limitanti»: dover dipendere dalle sue prestazioni individuali non suona più come una condanna. Anzi. Segna 18 punti, arpiona 8 rimbalzi, chiude con un eccellente 20 di valutazione: e mette anche la mano sul rimbalzo che poteva significare tiro del pareggio, e che invece vede il pallone carambolare fuori. Prima un paio di passaggi a vuoti sotto pressione, ma è difficile chiedergli di più.

Hogue 5: Le prova tutte per arginare (quasi) da solo gente come Anosike e Pelle, ma finisce per essere spesso fuori giri: passi il misero 1/5 dalla lunetta, ma 4 rimbalzi sono pochini per un giocatore che di fatto deve fare reparto da solo sotto i tabelloni.

Floccadori 7.5: Quando, pochi istanti dopo aver messo piede sul parquet, infila una tripla senza senso in faccia a Cavaliero, ecco il momento che cambia la serata non solo di «Flacks» ma dell’intera Aquila Basket. Anche perché una volta che Diego è dentro alla partita, non c’è modo di togliercelo: segna un paio di penetrazioni galleggiando fino al ferro, ruba un paio di palloni, lotta a rimbalzo e in difesa. Poi, un po’ a sorpresa, gli viene preferito Shields nel quintetto in campo nei momenti clou della partita: Diego ha giusto il tempo di segnare una tripla incredibile per tenere in vita l’Aquila a 8′ dalla fine. 15 punti di solidità, grinta e talento.

Shields 5: Parte in quintetto, e lo fa alla grande: mostrando personalità e tecnica si sblocca subito con un paio di penetrazioni fino al ferro, poi si applica con diligenza in difesa e in attacco. Sparisce un po’ dal campo col passare dei minuti, mostrando tanta titubanza che il tempo lo aiuterà a sciacquare via.

Morosini 5.5: 6 minuti senza incidere: un bell’assist a Forray, è vero, ma anche una palla persa e 2 errori al tiro.

Lechthaler 6.5: Il suo impatto sul match è strepitoso; conquista rimbalzi, subisce un paio di falli (4/4 ai liberi), contribuisce in maniera sensibile all’allungo dei suoi compagni nel secondo quarto. Però i suoi minuti rimangono pochi, 6′, e tutti nel primo tempo.