L’intervista a Frosini

Frosini

Fonte: Corriere di Bologna di Luca Aquino

 

Alessandro Frosini, come è giocare il derby di Bologna su entrambe le sponde?: “Quegli anni rappresentarono il momento d’oro del basket bolognese. I primi in maglia Fortitudo erano come derby nuovi. Era l’inizio dell’era Seragnoli e sentivi la spinta incredibile di tutto un popolo che aveva il desiderio di agganciare e superare la Virtus. Ricordo la prima vittoria, con Esposito scatenato in quella partita (23 punti nel primo tempo). Quelli in maglia Virtus li ho inizialmente vissuti con la pressione addosso di chi era considerato un traditore. Quello che ricordo di più è gara 3 di semifinale di Eurolega del 2001, con la nostra rimonta da -18 nell’ultimo quarto nel quale fui abbastanza incisivo. Ma anche il primo da avversario: l’accoglienza dei tifosi Fortitudo, diciamo così, si fece sentire.”

Il suo trasferimento fece molto discutere: “La verità è che la Fortitudo non volle confermarmi, poi al mio posto quell’anno alternò 5-6 giocatori. Stavo per tornare a Verona, ma si inserì Messina che mi aveva avuto in Nazionale e mi portò alla Virtus.”

Qualche messaggio le ha fatto male all’epoca?: “Mi ha dato fastidio che all’esterno la si fece passare come una mia decisione e si disse che non giocai la semifinale del 1997 contro la Virtus perché avevo già firmato per loro. In realtà mi ero fatto male alla caviglia nell’allenamento prima di gara 2. Di aneddoti ce ne sono tanti sui derby.”

Tipo?: “Il primo derby in maglia Virtus al PalaMalaguti. A quei tempi si arrivava alla partita con le proprie auto. Uscire dal parcheggio dopo la gara per me non fu facile con i tifosi Fortitudo ad aspettarmi. Mi dovette scortare la Polizia e da quel momento fu obbligatorio andare ai derby tutti in pullman.”