Livio Proli: «L’Umana è favorita. Voto a Pianigiani? Sta dando quello che ci aspettavamo…»

Livio Proli

Fonte: Gazzetta dello Sport a cura di Vincenzo di Schiavi

Livio Proli fa le carte alla stagione dell’Olimpia Milano partendo dalla convinzione che la Reyer Milano parte favorita per lo scudetto:

«Fanno fede i risultati oggettivi. La favorita è Venezia perché ha lo scudetto sul petto, ha chiuso al vertice, l’anno scorso ha fatto le Final Four di Chamoions League e quest’anno ha vinto una coppa europea. Il ranking dice che è la più in forma e aggiunge che Brescia, Trento e Varese hanno espresso, nel girone di ritorno, lo stesso potenziale di Milano. Ma non escludo altri outsider vista la grande qualità di tutti e otto i club».

Goudelock

«Intanto parliamo della dichiarazione di un solo giocatore, quindi non si tratta di un principio di epidemia. Ha usato parole forti perché vuole rimanere a Milano e certe voci di mercato che non nascono da noi lo hanno adombrato. Ci siamo chiariti: non è stato importante ascoltare le sue scuse quanto la voglia di rimanere, cosa che può confermare attraverso il campo. Goudelock e Micov sono i fari del nostro progetto di quest’anno. Abbiamo 6 giocatori con contratto 1 + 1, ovvero con la clausola di uscita, chiediamo loro di dimostrare sul campo di appartenere a questo progetto anche l’anno prossimo. Abbiamo sancito questo patto dopo Firenze. Sono tutti ragazzi in gamba, l’aria dei playoff spazzerà via tutte queste cavoiate…».

Nedovic e Della Valle

«Sì, sono interessanti. Ma questo interesse non certifica quali saranno gli incastri futuri e non taglia fuori nessuno. Saranno i playoff a decidere il tutto».

Il migliore di Milano?

Il voto più alto va a Micov, subito sotto Goudelock, Cinciarini e le due torri Gudaitis-Tarczewski. Mi aspetto nei playoff di ritrovare il vero Kuzminskas così come la forza di tutti gli altri ragazzi, Pascolo in primis. Non posso non menzionare Jerrells che rimane il giocatore di sempre, capace di fare con semplicità grandi cose».

Voto a Pianigiani?

«Ci sta dando esattamente quello che ci aspettavamo. E’ uno stakanovista, non molla mai, attento ai dettagli. È abituato a mettersi in gioco e a credere nel suo lavoro. Ha accettato la sfida della Nazionale facendo bene, si è rimesso in gioco in Turchia e poi in Israele vincendo il titolo. Si è internazionalizzato e mi spiace che qualcuno lo veda ancora solo come il Pianigiani di Siena».

6+6

«La Federazione ha voluto mettere il suo graffio nel palinsesto. La strategia è: crediamo nei giocatori italiani. Benissimo. Ora però arriva il lavoro vero: bisogna strutturare il sistema per produrli perché non si risolve il problema aggiungendo una quota agli italiani».

Club satellite

«È una grande novità che Lega e Federazione stanno studiando, ma noi dovremo orientarci su una soluzione diversa che ci garantisca un contesto più competitivo della Lnp per fare maturare i nostri giocatori. L’idea è quella di collegarci, in estate vedremo come, a un club straniero di prima divisione. Tre le ipotesi: Francia, Germania o Lega Adriatica»

Rapporti con la FIP

«Buonissimi dopo le scaramucce mediatiche. C’è voglia di costruire assieme, anche se permane l’esigenza di un sistema economicamente meno oneroso per i club. A cui voglio fare un applauso perché tra mille difficoltà, spesso facendo tanto con poco, riescono a garantire un campionato spettacolare e competitivo».