L’umiltà di un vincente come Pascual del Pana (di Giorgio Gandolfi)

Xavi Pascuali Foto Ciamillo-Castoria

Fonte: La Provincia a cura di Giorgio Gandolfi

Gli allenatori di basket, ma non solo in questo sport, sono una categoria sempre sotto la lente d’ingrandimento e tra l’incudine e martello del presidente del club, dei giocatori, dei tifosi e dei media. Talvolta hanno degli ego smisurati, spesso non ammettono che la squadra avversaria ha giocato meglio e si giustificano della sconfitta con scuse banali e puerili durante le conferenze stampa. Ne ho incontrati tanti in questi anni, dagli italiani, agli americani, agli spagnoli, ai serbi, ai croati e di altri paesi. Ma alcuni di questi mi sono rimasti impressi per la loro onestà intellettuale ed il loro essere umili e persone del tutto normali. Tra questi, negli ultimi anni Lionel Hollins, ex NBA, Luca Banchi, ora all’AEK Atene, Igor Kokoskov dei Phoenix Suns, per menzionarne solo alcuni, e Xavi Pascual, che nei giorni scorsi, ma non solo, ha dimostrato nuovamente che persona è. Ha vinto un’Eurolega, quattro campionati spagnoli e due greci, è stato più volte Allenatore dell’Anno in Spagna e Grecia, ed una in Eurolega. Lo avevo conosciuto la prima volta quando lo avevo invitato a Rimini ad un Clinic Internazionale, in seguito con il Barcellona ad un torneo con il CSKA Mosca, ed, infine, in Cina due anni fa. Ogni volta che mi congratulo per una vittoria mi risponde sempre e quando lo chiamo per una sconfitta non trova scuse. Qualche settimana fa mi contatta Marco Galbarini, ex giocatore ed ora più che valido preparatore fisico, anche se giovane, e mi chiede come poter acquistare tre biglietti per l’incontro tra Panathinaikos Atene, allenato da Pascual, e Fenerbache, partita top d’Eurolega. Chiamo Pascual chiedendo come tre cremonesi, tra cui anche il mitico Augusto Bagnoli, potevano prenotare e pagare i biglietti. Mi scrive di dare loro il suo numero di telefono (?) e di chiamarlo per sapere dove ritirare i biglietti un’ora prima della partita. Tra lo stupore dei tre Pascual esce dallo spogliatoio consegna loro i biglietti gratuiti (due file dietro la panchina del Panathinaikos) e si fa fotografare con loro. La morale? Si può vincere tanto, essere un grande in panchina, ma per lasciare un segno si deve essere grandi anche come persona, essere umili ed avere onestà intellettuale, che talvolta manca, non solo tra alcuni allenatori, nel nostro basket.