Make Basketball great again (di Carlo Fabbricatore)

Foto Ciamillo-Castoria

Prendo in prestito lo slogan di Donald Trump per chiedermi se riusciremo a rivedere una pallacanestro  italiana di alto profilo . Cosa si sta facendo per portare la pallacanestro del Bel Paese a livello dei migliori campionati continentali? Secondo me molto poco.

Sono iniziati i play-off e una serie interessante come Avellino Vs Trento viene completamente stravolta dalla squalifica del campo degli irpini. Brutta immagine la disputa a porte chiuse di gara 2 e dell’eventuale gara 5. Alcuni sciagurati, sicuramente non tifosi, con un gesto malsano hanno danneggiato pesantemente sia la loro squadra che tutto il movimento. Forse sarebbe opportuno riflettere sulla responsabilità dei club che non sempre capiscono l’importanza di proteggersi in modo adeguato dalle frange violente di supporter. Reputo la soluzione di giocare a porte chiuse  una pena arcaica: per quale motivo punire i tifosi veri che nulla hanno da spartire con questi personaggi da poco? Il basketball deve essere uno sport per famiglie. Basta esasperare gli animi da parte di tutti gli addetti ai lavori: è solo una partita non una guerra. Chi ha pagato l’abbonamento per quale motivo deve subire un danno così grave? Vedere alla televisione una partita disputata senza pubblico è forse il peggior spot per il nostro sport. Continuiamo a farci male!

Arbitri da registrare: mai un metro uniforme nei fischi. La peggiore situazione per chi gioca è non sapere come vengono sanzionati i contatti e le infrazioni. Si passa da conduzioni arbitrali intransigenti al lassismo più totale: magari esiste la via di mezzo. Proteste neanche accennate sanzionate da falli tecnici  e proteste plateali tollerate facendo finta di nulla. Tutto ciò non aiuta la serenità di atleti e allenatori. Uniformità di giudizio, grazie!

Numero di spettatori ridotti ai minimi termini: solo Milano offre una cornice di pubblico adeguata agli standard europei. Il Forum con i suoi 10.000 posti sembra quasi fuori luogo rispetto ai vetusti impianti delle altre squadre. Inutile chiedere 5.000 posti minimi se poi tutti giocano in deroga in impianti lillipuziani, molti dei quali appartengono alla preistoria del nostro sport: consiglio un giro per l’Europa per vedere le arene moderne.

Diversi club sono in difficoltà economica sia in A che in A2 e continuiamo a parlare di aumentare il numero delle squadre. La serie A2 sembra quasi un tour operator: trasferte da Euroleague. Ma qualcuno ha analizzato i costi che questi club devono sostenere? Dove trovano i ricavi necessari per riuscire a coprire la stagione? Il mondo è cambiato: sono passati i tempi dei mecenati e della vendita dei cartellini! Per l’ennesima volta soltanto poche società della A2 sono in grado di sostenere un eventuale passaggio in serie A.

La visibilità ridotta della pallacanestro è ormai una costate. Tanti proclami ma pochi risultati. I giornali liquidano la pallacanestro in modo frettoloso e minimale. Per fortuna dal punto di vista televisivo le partite sono più accessibili ai tifosi. Ci aspettiamo un marketing più aggressivo per sensibilizzare e attrarre nuovi appassionati. Una preghiera rivolta ai giornalisti della carta stampata: descrivete in modo semplice e chiaro le partite altrimenti resteremo uno sport autoreferenziale. Cerchiamo di diventare un movimento coinvolgente non un divertimento per pochi eletti. Non raccontiamocela!

Nel fine settimana ci sarà lo spettacolo delle Final 4 di Euroleague e potremo ammirare grandi coach e ottimi giocatori. What else?

Soltanto Euroleague!

 

Riusciremo a fare grande il basket?

 

The worst is yet to come

 

Carlo Fabbricatore