Marco Belinelli: «Rinato a Philadelphia»

Marco Belinelli

Fonte: Il Secolo XIX a cura di Mirco Melloni

Marco Belinelli e la nuova vita a Phila:

«Sono rinato: dopo averla-sciato San Antonio, nel 2015, non avevo più vissuto realtà ambiziose. Sono andato a colpo sicuro sui Sixers e fin qui, credetemi, l’unico neo è il fatto di non aver avuto il tempo di visitare una città affascinante, una delle più ricche di storia e di musei, che paragonerei a Chicago e a New York. Anche peri il clima: qui si attende altra neve…».

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«Avevo parlato anche con Portland, Toronto, Oklahoma City, New Orleans, San Antonio, Milwaukee. Sono andato nella realtà che mi aveva fatto promesse allettanti a livello di impiego e coinvolgimento. Il bello è che finora le promesse sono state confermate dai fatti».

Un inizio

«Sì, anche perché siamo circondati dall’alone di magia che si respira in città, grazie al trionfo degli Eagles nel Super Bowl. Ma è merito anche dei Sixers: dopo anni di sconfitte e di attesa, qui si è voltato pagina».

Futuro

«Il mio contratto scadrà a fine giugno e in dieci anni di Nba ho imparato a ragionare giorno per giorno. Certo, Philadelphia è la mia priorità, io rimarrei volentieri, ma lo dico sottovoce: ogni volta che mi ritrovo a pensare “qui sto da Dio”, finisco sempre per trasferirmi…».

Obiettivo

«Non dobbiamo avere paura di nessuno perché possiamo essere la sorpresa, abbiamo talento e anche esperienza. Le uniche squadre davvero imbattibili giocano a Ovest, e sono Houston e Golden State. A Est, To ronto e Boston sono un gradino sopra tutte, Cleveland compresa».

Nazionale

«Il mio attaccamento all’azzurro è testimoniato dai fatti. Le nuove qualificazioni escludono i giocatori Nba, ma ho seguito le partite via Internet, e la Nazionale mi ha impressionato. Il futuro? Vedremo, a me piacerebbe giocare un Mondiale o un’Olimpiade».