Marco Crespi: «Provo amarezza. So di aver sbagliato»

Marco Crespi
Fonte: Corriere della Sera

«Provo amarezza», spiega Crespi per telefono. «Penso di essere stato trasparente e leale con Raffaella Masciadri da subito, da quando mi ha chiamato a giugno per dirmi che era senza squadra e io le diedi massima disponibilità al fatto che per rispetto a un impegno preso verso le partite di qualificazione all’Europeo avrebbe sicuramente indossato una delle dodici maglie. Sempre allora, con la massima franchezza, aggiunsi che nel caso di qualificazione non sarebbe più rientrata nel programma». Mercoledì, però, le cose sono andate come neppure Crespi aveva in mente. «L’obiettivo chiaro era qualificarsi e qualificarsi come primi, questa era la cosa più importante al di là di Masciadri. Nella mia testa avevo immaginato di farla entrare all’inizio del quarto tempo, sperando che facesse canestro, per poi toglierla. Ma tutto il vantaggio conquistato all’inizio, dove avevamo dominato tatticamente e intellettualmente, lo abbiamo perso dopo e bisognava rimontare. A sedici secondi dalla fine, non a cinque, ho guardato i miei assistenti, Giovanni Lucchesi e Cinzia Zanotti. Lui mi ha detto: “Possiamo mettere Masciadri”. Lei ha fatto una faccia come a dire: “Ma no, cosa la fai entrare adesso?”. Ho pensato che fosse irrispettoso e ho sbagliato, perché invece ci teneva».

Sessismo

Respinge con fermezza, invece, la domanda se avesse tenuto lo stesso comportamento con un giocatore maschio. «La trovo offensiva verso le donne». La lettera di Stefania Passaro a Petrucci, in realtà, non la rende così inverosimile. «Non voglio replicare a Passaro. Quello che so è che da quando ho cominciato ad allenare le donne, il mio unico parametro è stato cercare di avere con tutte un rapporto emotivo, personale, tecnico individuale, così come succede con i maschi».